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	<title>E io voglio pensare troppoE io voglio pensare troppo &#187; Category &#187; quando le mani pizzicano</title>
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	<description>i pensieri non li scegli tu, tu li puoi solo accettare, però puoi condividerli per non soffocare.</description>
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		<title>il dolore inciso a mano&#8230;&#8230;.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2016 19:39:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlypi</dc:creator>
				<category><![CDATA[...il mio o l'altrui cuore]]></category>
		<category><![CDATA[Libera...Mente]]></category>
		<category><![CDATA[Oggi mi va di giocare così]]></category>
		<category><![CDATA[quando le mani pizzicano]]></category>

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		<description><![CDATA[da qualche giorno ho ripreso a lavorare sul vetro e l&#8217;altro giorno, guardando il mio disegno apparire pian piano, ho focalizzato una cosa: il dolore è come l&#8217;incisore a mano per vetro! l&#8217;incisore con la punta diamantata per il vetro ad ogni passaggio lascia un graffio e poi un altro e un altro ancora e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: arial; font-size: 14pt; line-height: 140%; color: #2e5dea;"><em>da qualche giorno ho ripreso a lavorare sul vetro e l&#8217;altro giorno, guardando il mio disegno apparire pian piano, ho focalizzato una cosa: il dolore è come l&#8217;incisore a mano per vetro!</em></span></p>
<p><a href="http://www.eiovogliopensaretroppo.it/wp-content/uploads/2016/05/civetta-su-vetro.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1442" alt="civetta su vetro" src="http://www.eiovogliopensaretroppo.it/wp-content/uploads/2016/05/civetta-su-vetro-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p><span style="font-family: arial; font-size: 14pt; line-height: 140%; color: #2e5dea;"><em> l&#8217;incisore con la punta diamantata per il vetro ad ogni passaggio lascia un graffio e poi un altro e un altro ancora e più si passa più il vetro si fa bianco e più si infittiscono i solchi, fino a diventare un&#8217;unica patina bianca&#8230;.. </em></span></p>
<p><span style="font-family: arial; font-size: 14pt; line-height: 140%; color: #2e5dea;"><em>ci sono dolori che man mano aumentano perché ogni loro passaggio, ogni nuova &#8220;scoperta&#8221; di un particolare di ciò che ti fa male, ti lascia un graffio sul cuore&#8230;. o ti fa mancare l&#8217;aria fino ad avere la sensazione di soffocare&#8230;.</em></span></p>
<p><span style="font-family: arial; font-size: 14pt; line-height: 140%; color: #2e5dea;"><em>sul vetro si può ottenere lo stesso effetto passando direttamente l&#8217;acido o l&#8217;incisore elettrico, ma non è la stessa cosa, perché il bianco arriva tutto di botto, non ti rendi conto che sta succedendo, succede e basta&#8230;.. </em></span></p>
<p><span style="font-family: arial; font-size: 14pt; line-height: 140%; color: #2e5dea;"><em>anche il dolore certe volte può arrivare all&#8217;improvviso e ferirti profondamente, come succede, per esempio, quando muore qualcuno che ami: va via e basta, così, senza preavviso, puff, finito&#8230;&#8230;. ma non è la stessa cosa perché quando succede qualcosa che ti sconvolge di botto non puoi fermarti a riflettere ad ogni colpo,<em> non hai nemmeno il tempo di capirlo che sta arrivando&#8230;.</em> ti devi prendere il dolore bello e impacchettato,&#8230;. </em></span></p>
<p><span style="font-family: arial; font-size: 14pt; line-height: 140%; color: #2e5dea;"><em>il dolore, il cuore non riesce a bucarlo, ma a trapassare l&#8217;anima, a lacerarla, si, ci riesce eccome&#8230;&#8230;.<em>&#8230;.</em></em></span></p>
<p><span style="font-family: arial; font-size: 14pt; line-height: 140%; color: #2e5dea;"><em><em>mi chiedevo se a furia di incidere non si riesca a bucare il vetro con un semplice incisore a mano&#8230;&#8230; </em></em></span></p>
<p><span style="font-family: arial; font-size: 14pt; line-height: 140%; color: #2e5dea;"><em><em>chissà&#8230;&#8230;. </em></em></span></p>
<p><span style="font-family: arial; font-size: 14pt; line-height: 140%; color: #2e5dea;"><em><em>devo provarci&#8230;..</em></em></span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.eiovogliopensaretroppo.it%2F%3Fp%3D1436&amp;title=il%20dolore%20inciso%20a%20mano%E2%80%A6%E2%80%A6." id="wpa2a_2"><img src="http://www.eiovogliopensaretroppo.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>A TE</title>
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		<pubDate>Sun, 26 May 2013 18:46:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Orlypi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libera...Mente]]></category>
		<category><![CDATA[quando le mani pizzicano]]></category>

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		<description><![CDATA[  Non so perché&#8230;&#8230;.. improvvisa la smania di disegnare il tuo volto&#8230;.. prendo una lamina di bronzo e gli incisori&#8230;&#8230;&#8230; uhm&#8230;. difficile con la memoria visiva riprodurre le tue sembianze, ho bisogno di averti davanti per riuscirci&#8230;. del resto, più di una volta sono stata capace di fermarmi a parlare con emeriti sconosciuti nella totale [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: arial; font-size: 14pt; line-height: 140%; color: #2e5dea;"><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=i_FhryR1QgE"> </a></em></span></p>
<p><span style="font-family: arial; font-size: 14pt; line-height: 140%; color: #2e5dea;"><em>Non so perché&#8230;&#8230;.. improvvisa la smania di disegnare il tuo volto&#8230;.. prendo una lamina di bronzo e gli incisori&#8230;&#8230;&#8230; uhm&#8230;. difficile con la memoria visiva riprodurre le tue sembianze, ho bisogno di averti davanti per riuscirci&#8230;. del resto, più di una volta sono stata capace di fermarmi a parlare con emeriti sconosciuti nella totale convinzione che fossero altri, o di non riconoscere zio Aldo, faccia a faccia; chiudo gli occhi, penso a mio figlio e non riesco a &#8220;vederlo&#8221;, <em>figuriamoci se riesco a riprodurre te che non vedo da così tanto tempo&#8230;.</em>..per quanto possa essere &#8220;doloroso&#8221; ammetterlo, non riesco proprio a rivederti nella mente, meglio essere pratici! prendo una foto, un primo piano, lo scannerizzo, lo ridimensiono in modo che occupi tutto il foglio&#8230;&#8230;.. ecco, sono pronta, riprendo gli incisori e comincio a riprodurre i tuoi lineamenti&#8230;&#8230;&#8230; la tua immagine inizia a venir fuori da quella fredda lamina&#8230;&#8230;. ho scelto il lato bronzo per dare un po&#8217; di calore, ma&#8230;&#8230;. accidenti, ho sbagliato! è così difficile rimediare ai difetti dello sbalzo&#8230;&#8230;. ma perché riesco sempre a complicarmi la vita? una matita e una gomma no, eh?&#8230;&#8230; scelgo sempre tecniche in cui non si possono cancellare gli errori: l&#8217;incisione su vetro, su bronzo&#8230;.. chissà perché&#8230;&#8230; eppure non ho mai pensato di essere infallibile, sono sempre pronta a dover rimediare ad un errore&#8230;&#8230;. ah, ecco, forse è questo il nocciolo: quando incidi, gli errori non puoi cancellarli, puoi solo rimediare facendoli rientrare nel disegno&#8230;.. be&#8217;, è più realistica come soluzione: nella vita non ce l&#8217;hai mica il tasto reset, se commetti un errore te lo porti dietro per tutta la vita, a meno che non riesca a camuffarlo al punto da renderlo invisibile&#8230;&#8230; già, invisibile&#8230;&#8230;. ma solo agli altri, perché tu sai che c&#8217;è, te lo trovi sempre davanti e semmai lo vedi anche più grande di quello che è&#8230;&#8230; c&#8217;è poco da fare, per quanto possa sognare, giocare con la fantasia, la mia parte razionale ha sempre il sopravvento&#8230;&#8230; anche nella scelta di una tecnica grafica&#8230;&#8230; è un aspetto di me che  non posso combattere, non posso vincere: vivere con i piedi per terra&#8230;&#8230; essere razionali&#8230;&#8230;.</em></span></p>
<p><span style="font-family: arial; font-size: 14pt; line-height: 140%; color: #2e5dea;"><em>e intanto il cuore fa un balzo: improvviso balena il ricordo delle rughe che ti solcavano la fronte quando la aggrottavi&#8230;&#8230;.. quanti ricordi&#8230;&#8230; e quanto mi manchi&#8230;&#8230;&#8230;. un attimo e rivedo le tue folte sopracciglia&#8230;&#8230; sorrido, erano talmente lunghe da arricciarsi&#8230;.. e che sguardo che avevi&#8230;. intenso più di  quello di Diabolik&#8230;&#8230;. da piccola, colta sul fatto di una qualunque marachella, bastava che mi guardassi e mi bloccavo&#8230;&#8230; in verità funzionava così per tutti e quattro&#8230;&#8230; sorrido ancora, non posso non pensare a quella volta che io e Marina ci accorgemmo della tua presenza sulla porta e non avvertimmo Carola che continuava a buttare a terra di tutto per farci dispetto e quando se ne accorse, sorpresa dal nostro non reagire, si bloccò con quello che aveva in mano e, piccola com&#8217;era, sfidò il tuo &#8220;PIANTALA!&#8221; con un &#8220;dove sta?&#8221; e tu, già meno arrabbiato, COSA? e lei, con la vocina piccola più di lei,  &#8221;la pianta&#8230;&#8221; &#8230;&#8230; quanto tempo che non ti abbraccio&#8230;&#8230;.</em></span></p>
<p><span style="font-family: arial; font-size: 14pt; line-height: 140%; color: #2e5dea;"><em>accidenti, ma perché per quanto mi possa sforzare di riprodurti nei minimi dettagli questa lastra rimane una lastra e basta?&#8230;&#8230;.. lascio cadere l&#8217;incisore, guardo la lastra: in effetti un po&#8217; ti somiglia, ma chissà, forse dipende dal fatto che mi sei talmente dentro che riesco a vederti anche fra qualche tratto a malapena accennato&#8230;&#8230; osservo meglio, non è un capolavoro, ma si vede che sei tu&#8230;&#8230;. ma sei freddo&#8230;.. sei così freddo&#8230;&#8230;. freddo  come l&#8217;ultima volta che ti ho baciato&#8230;&#8230; una lacrima scorre sul mio viso&#8230;&#8230;. cosa credevo di fare? manco avessi potuto evocarti&#8230;.. e mi perdo sconfitta nell&#8217;immagine che mi rimanda la foto: bello, solare&#8230;&#8230; e mi immergo nel ricordo di quando, bambina, ti stavo in braccio&#8230;.. le tue braccia così muscolose e forti&#8230;. e pelose! <img src='http://www.eiovogliopensaretroppo.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  &#8230;. quanto mi piaceva giocare con i peli delle tue braccia&#8230;&#8230; e poi rivedo la secchezza delle tue braccia negli ultimi tempi&#8230;&#8230;. ma la voglia di godere del tuo contatto è talmente forte da scacciare subito quel triste ricordo e mi viene in mente il tuo istintivo scansarti quando, bambina, pur sapendo che ti dava fastidio, cercavo di scompigliarti i capelli&#8230;&#8230; e poi penso a tutte le volte che ho pianto spaventata dall&#8217;idea che non saresti più tornato ogni volta che partivi per lavoro e mi rifugiavo tra le braccia di mamma chiedendole &#8220;mamma, ci coccoliamo un po&#8217;?&#8221; e lei, seduta in poltrona, mi teneva stretta e mi diceva che saresti tornato presto&#8230;.. ed io aspettavo&#8230;&#8230; e tutto il mondo sapeva che io aspettavo, che non c&#8217;eri, che eri fuori, perché mi mancavi così tanto che lo dicevo a tutti&#8230;&#8230; aspettavo finché non bussavi alla porta, poggiavi la valigia sul letto e da lì cominciavi a tirar fuori tutte le novità che ci avevi portato dall&#8217;America per farci capire che anche quando eri lontano ci tenevi tutte nel tuo cuore e pensavi a noi&#8230;&#8230; ed io, dei tuoi lunghi viaggi, immaginavo solo i momenti in cui andavi nei negozi per comprarci qualcosa di speciale&#8230;&#8230;.. come dimenticare la bambolina che faceva la pipì e lacrimava se le muovevi la gambetta o il braccino? o la cintura elastica per i libri che sfoggiavo orgogliosamente a scuola perché &#8220;me l&#8217;ha portata papà&#8221;?  ce l&#8217;ho ancora gelosamente conservata!&#8230;&#8230;.</em></span></p>
<p><a href="http://www.eiovogliopensaretroppo.it/wp-content/uploads/2013/05/IMGP3293.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-453" alt="IMGP3293" src="http://www.eiovogliopensaretroppo.it/wp-content/uploads/2013/05/IMGP3293-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
<p><span style="font-family: arial; font-size: 14pt; line-height: 140%; color: #2e5dea;"><em>io aspettavo e quando sentivamo il campanello era tutto un subbuglio, correvamo tutt&#8217;e tre verso la porta d&#8217;ingresso urlando PAPANIIIII!!!!!!! e ti abbracciavamo chi le gambe, chi in vita, impedendo a mamma di avvicinarsi anche lei, ed era un tripudio di gioia&#8230;&#8230;</em></span></p>
<p><span style="font-family: arial; font-size: 14pt; line-height: 140%; color: #2e5dea;"><em>torno alla realtà&#8230;&#8230;. adesso non serve più aspettare&#8230;.. e forse nemmeno ricordare&#8230;&#8230; e mi rendo conto che in fondo tentando di dar vita al tuo viso sulla lamina di bronzo ho voluto che quella bambina tornasse per ritrovarti, ma ho rivissuto un dolore pazzesco: dover continuare nonostante la perdita, sapere di non potermi fermare&#8230;&#8230;. il dolore del distacco da te&#8230;.. sapere che la vita sarebbe andata avanti nonostante la tua assenza, il &#8220;per sempre mai più&#8221; arrivato per te, il dolore di doverti lasciare andare&#8230;&#8230; la consapevolezza di non poter più essere rassicurata dalla promessa di mamma che saresti tornato&#8230;&#8230; sensazione di impotenza&#8230;&#8230;&#8230; mi arrendo, non posso far altro&#8230;&#8230; nonostante tutti gli anni trascorsi da quando sei andato via per sempre, tutto ho rivissuto ieri, ma non solo per te&#8230;.. è altro che è andato via ieri&#8230;&#8230; via per sempre&#8230;&#8230;. ti voglio bene papà&#8230;&#8230;.</em></span></p>
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<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.eiovogliopensaretroppo.it%2F%3Fp%3D124&amp;title=A%20TE" id="wpa2a_4"><img src="http://www.eiovogliopensaretroppo.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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