Archive for the ‘Libera…Mente’ Category

Il Dolore

20/09/2017
  

capita a tutti di vivere un momento della propria vita nel dolore, un momento che può durare anni o mesi, non importa, e non importa nemmeno da cosa nasca….

il dolore è dolore…

può essere la perdita di una persona, di un animale, di uno stato…..

una perdita…..

il dolore è sempre causato da una perdita, e per perdita non intendo necessariamente morte fisica……

mettiamo, per esempio, che hai perso un amico: sai che quel qualcuno non ci sarà più per te, che è diventato un luogo, uno spazio, un tempo, una dimensione che non ti appartengono più, mai più, per sempre….

non ti piace, ma lo devi accettare, proprio come fosse sceso il velo nero della morte…..

non ti piace, ma lo devi accettare…..

per fortuna, quando viviamo una situazione così drastica, ci salva la nostra parte razionale che ci impedisce, dopo un tempo incommensurabile_perché non lo può stabilire nessuno il tempo che occorre_ di permanere in quel dolore, e ci scappa di ridere, ci scappa di sognare, ci scappa di desiderare, fino a volerlo fare coscientemente, proprio come succedeva prima della perdita, e qualche volta, se siamo fortunati, riusciamo anche a dimenticare di avere un buco nel cuore…..

perché allora, all’improvviso, succede che torna tutto a galla e ci è insopportabile continuare a vivere come fosse niente?

ci siamo solo raccontati bugie?

abbiamo mentito a noi stessi mentre ridevamo, sognavamo, desideravamo?

cos’è quel senso di vuoto e quell’altro di inutilità che premono da dentro fino a voler scoppiare fuori e, quando non ci riescono, implodono e ti lacerano l’anima?

perché il dolore si insinua lieve uscendo da quell’anfratto dove l’avevi chiuso, credevi a chiave, fino a invadere ogni tua cellula?

perché non la riesci a buttare la chiave di quella porta dietro la quale l’avevi bloccato?

possibile che dopo tutto il tempo trascorso, dopo tutte le risate esplose, i desideri appagati, i sogni rincorsi, il dolore sia sempre lì, pronto a farti male, come fosse il primo giorno?

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Bleff

17/09/2017
  


Bleff, giovane stambecco che ha deciso di vivere in solitaria nonostante la sua natura gregaria, quasi un vecchio in ritiro, ogni tanto fa ritorno ai luoghi dove sa che può incontrare il suo branco d’origine.

Avviene all’improvviso, sente che è il momento di raggiungerli, e decide di andare.

E così fa anche stavolta e si incammina baldanzoso pregustando l’accoglienza che riceverà.

Arrivato, però, inizia a guardarsi intorno sconcertato: non c’è nessuno e questa scoperta lo intimorisce.

I pensieri iniziano ad accavallarsi ed è sempre più spaventato, fin quasi a procurarsi un attacco di panico…

Sa bene cos’è il panico, è quel mostro generato dai suoi stessi pensieri che lo mette spalle al muro e non gli consente di essere lucido, e che non riesce a fermare in tempo nonostante sappia di poterlo distruggere esattamente come l’ha partorito e nonostante si sforzi per riuscirci…

……..il cuore all’impazzata, inizia a sudare, le zampe gli tremano… accidenti, eccolo il mostro!

…..“ma dove diavolo saranno finiti gli altri? Che sarà successo? Che siano stati sterminati da un branco di lupi? O semplicemente che abbiano deciso di spostarsi altrove? No! Non mi avrebbero mai lasciato solo!”…..

vorrebbe cercare indizi, trovare risposte, ma non può far altro che restare lì, schiacciato contro la parete rocciosa, unica sponda certa e sicura del momento, in preda a mostruosi presagi di morte e solitudine!

                                            ……la solitudine….…

……già, lui vive da sempre solo per sua scelta, per quel suo bisogno di mettersi alla prova e vincere sé stesso, ma mente quando si dice, per convincersene, di poter fare a meno degli altri, perché in realtà il suo vivere ramingo è un bleff, proprio come il suo nome, nome con cui ha dovuto fare i conti fin da piccolo, quando era terrorizzato ogni volta che doveva affrontare i combattimenti per allenarsi alla vita…

….lui, il più possente del branco…. tutti si aspettavano sempre da lui grandi risultati e questo gli impediva di confessare le sue paure, e per questo assumeva quegli atteggiamenti di sfida, fin quasi a diventare uno sbruffone…

….quegli atteggiamenti che lui stesso detestava e che lo avevano spinto ad allontanarsi e vivere la sua vita lontano dagli altri, ma ben cosciente che, per quanto affianco a lui non ci sia stato mai nessuno con cui condividere la scoperta di altri luoghi né una semplice passeggiata, lui ha sempre saputo di non essere mai stato realmente solo, lui ha sempre saputo che il suo branco è sempre stato lì, pronto ad accogliere ogni suo ritorno per dargli la forza di affrontare il prossimo viaggio….

                                      …….ed ora…………

………….tornare e non trovare più le sue certezze, lo sgomenta………..

 

………come farà a vivere, da adesso, davvero solo?………..

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ma’ sta’ senza pensieri…..

30/08/2017
  

e poi li vedi andar via, giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, praticamente quasi da subito….

inizia pian piano e quasi non te ne rendi conto….

l’amichetto del cuore, i segreti che si confidano tra racconti sussurrati e risatine sommesse e gli improvvisi seri silenzi se entri…..

e poi le telefonate a porte chiuse anche se fa caldo, o fuori il balcone anche se piove…..

occhi gonfi e rossi per un pianto volutamente non raccontato né condiviso…. le tue braccia non bastano più per consolare torti subiti né paure sommerse…..

…scatti di rabbia che improvvisamente lasciano il posto a scoppi di risate se arriva l’amica giusta…..

il ragazzino che non corrisponde, l’amichetta che ha tradito il suo segreto…..

e gli scherzi telefonici in combutta con gli altri ma a te rigorosamente celati…. anche io li ho fatti, so bene cosa sta succedendo, ma ti reggo il gioco e faccio finta di niente…..

il bisogno di uscire che aumenta, iritardi nei rientri, i sabato sera, un tuffo con gli amici, e poi i filoni annunciati e quelli non detti, e le corse per prendere il solito treno per non farsi scoprire…..

ma’ vado a suonare, c’è la festa da luca e stanotte dormiamo da lui…. sta’ senza pensieri…..

non torno oggi, restiamo anche domani, anzi no, forse altri due giorni, una grigliata improvvisa al chiaro di luna sulla spiaggia tutti attorno al falò….. ma’ ti faccio sapere,  ma sta’  senza pensieri…..

e … non vengo per pranzo e farò tardi stasera, non aspettarmi per cena….

stanotte sto fuori poi ti faccio sapere se torno domani…. ma’ sta’ senza pensieri….

ma’, non c’era  campo, non potevo chiamarti, ma tu perché stai in pensiero.? tanto se succede qualcosa ti chiamano no? impara a stare senza pensieri! e tu resti lì e… cavolo ma in cinque giorni dieci di voi … ma sti telefoni che li tenete a fare? ….. vabbé ma che lo dico a fare?… ormai sto senza pensieri!….

e tu li accompagni sempre e da sempre con l’auto o col pensiero ad andar nella vita, lontani da te, perché è giusto così, e li vedi andar via e i ritorni sono sempre più brevi finché sono attimi, attimi rubati per caso o per sbaglio o perché gliel’hai chiesto in preda a un bisogno scappato al controllo….

e poi quella chiamata… sapevi sarebbe arrivato il momento ma pesa…… pesa pesante!….. ma è giusto ed è giunto il momento…. ma’ ho deciso, non torno più lì, qua ci sto bene, ci resto per sempre, ti chiamo se posso, sta’ senza pensieri….

ecco, sono andati, sapevi sarebbe successo e tu immaginavi di tornare dal treno dove li hai accompagnati e visti da fuori seduti e già presi da altri pensieri, mano nella mano, o meglio abbracciati, per andare incontro al nuovo domani senza appendici ma insieme, ma guardi ai tuoi lati e non c’è nessuno, e pensi un momento al tuo esser lì sola con un po’ di tristezza e un poco di rabbia, ma non per il loro andare, piuttosto per il tuo restare….

e ti senti dire ho solo me……

ci pensi e felice per loro sorridi, comprendi, ho solo me, è questa la forza, è questo il futuro, reagisci, sei sola e questo ti basta, e ingrani la marcia e cominci ad andare pur senza una meta……

e scoprire qual è, è il tuo pensiero…….

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BUONGIORNO MONDOOOOOO!!!!

30/08/2017
  

Oh!!! finalmente!!!

dopo un mese di agonia per gli spostamenti verso destra e verso sinistra, anzi no, verso Sud e verso Nord, la linea ferroviaria non solo è stata riaperta, ma ripristinata in tutta la sua lunghezza, tratto Torre Annunziata/Santa Maria la Bruna compreso! e noi malfidati che, considerati i trascorsi, temevamo di dover attendere il solito tempo indeterminato….

e, magia, hanno addirittura concluso i secolari lavori del 4° binario (che ormai non esiste più perché ce ne sono solo due, ma va bene così, basta che funzionino!) di Piazza Garibaldi! questa davvero è una sorpresa graditissima!

ore 6.00, sono a Napoli e, ripristinato il binario, non devo litigare col personale messo a far da barriera all’ascensore pubblico (?!?) per accedere al piano superiore…

eh si, una volta mi hanno addirittura chiesto un certificato medico che attestasse il mio dolore al ginocchio per farmi passare, altrimenti avrei dovuto utilizzare obbligatoriamente le scale… mi lasciarono passare quando gli risposi che non avrei mosso obiezioni se mi avessero portato in braccio …. :mrgreen:

bene, salgo comodamente con la scala mobile, che goduria! ….

mi avvio tranquillamente alla metro, ma i venti minuti d’attesa sono infiniti ed infernali: giornata torrida, alle 5.00 stamattina il termometro digitale sotto casa segnava 28 gradi…. 28 gradi alle 5.00 di mattina!!! e giù, sui binari della metro, se ne sentiranno almeno 35!!! … 

per fortuna la metro è preceduta da una ventata che quasi quasi rischi una bronchite, ma stamattina è la manna scesa dal cielo!….

il treno si ferma, non c’è molta gente, a quest’ora mi risparmio l’arrembaggio ai vagoni per conquistare il posto,e qualche sedile resta addirittura vuoto….

è per questo che scelgo di uscire alle 5.00 di mattina ;-) ….

il treno parte, arrivo finalmente alla mia fermata, scendo e mi dirigo all’ascensore…..

odio gli ascensori delle metropolitane, fa un caldo tremendo, sembra di non arrivare mai, e la gente si infila fino a farlo scoppiare, ma se sforzo il ginocchio anche per pochi scalini ne pago le conseguenze per tutta la giornata, quindi generalmente faccio prima sfollare e poi salgo… secondo valido motivo per uscire così presto la mattina!…..

sono stranamente la prima e chiamo l’ascensore, ma sopraggiunge un tipo cui credo abbiano vietato, da piccolo, di chiamare l’ascensore, perché decide che la mia chiamata non è sufficiente ed inizia a schiacciare ripetutamente i bottoni di entrambi gli ascensori, e quando gli faccio notare che le spie sono già rosse mi risponde con un convinto “è meglio richiamare” e continua la sua frenetica attività….. vabbé…..

alle 6.00 di mattina la metro è frequentata da gente che va a lavorare, non da turisti né da utenti occasionali …. se sei un utente abituale della metro SAI che quando gli ascensori arrivano al piano i led si spengono giusto quel paio di secondi prima che si aprano le porte…. non puoi non averlo capito….

….. succede ovviamente anche stamattina e il tipo di prima, quello del bottone, inizia ad inveire contro il malfunzionamento delle strutture, la gestione dell’ANM, la manutenzione dell’ascensore, ed in pochi secondi tutti i demoni dell’inferno e i santi del paradiso sono da lui invitati proprio lì a scazzottarsi per bene finché non si aprono le porte….  

mentre io cerco invano di rassicurarlo dicendogli “adesso si apre” , una donna dietro di me mi fa “signò, è arrivàta!” e comincia ad avanzare fin quasi a camminarmi addosso…. io, entrando, le rispondo “eh…”, a intendere “ho visto, dammi il tempo di entrare” e lei, stizzita, mi dice ” signò… io non vi volevo spingere ma solo dirvi che era arrivata” ed io ” ed io STAVO entrando”… “signò… ma vuje nun tenite nient ‘a fà?”… le sorrido “si che ho da fare, ma l’ascensore ha i suoi tempi e non è che se voi fate così accelera, tanto vale aspettare con calma”, sperando che la cosa sia finita, ma lei sentenzia convinta “ennò! signò, oggi… s’adda fà… accussì!” … “è sbagliato…” le rispondo sorridendole… lei non gradisce, è impaziente, fa un grugnito e appena la porta si apre si precipita a correre come una forsennata….

la guardo andar via chiedendomi se sia cosciente del suo stato, ma giusto pochi secondi, perché mi rituffo nel pensiero della frescura collinare che immagino mi aspetti un piano più su, esco dalla stazione, ma con gran delusione scopro che fa un gran caldo anche lì….

è presto, decido di godermi almeno il silenzio, trovo una panchina e inizio a scrivere, ma ben presto comprendo che i Vomeresi ormai sono rientrati e che la pace estiva che ha fatto sì che chi restasse in città potesse sentirsi in vacanza è bella che finita…

non c’è proprio traffico, né folla pedonale, ma il movimento e il rumore di fondo trasformano in miraggio anche il silenzio…..

BUONGIORNO, MONDOOOOOOO!!!

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GLI AMANTI

26/08/2017
  

Quella sera Lei era sola, come da un po’ spesso accadeva……

…..chiuse il portatile ed automaticamente, come sempre, alzò lo sguardo e iniziò a contemplare la riproduzione de “Gli Amanti” di Magritte che era sulla parete di fronte, proprio sopra il loro letto, da quando Lui gliel’aveva regalata, un giorno lontano nel loro tempo e nel suo credo.

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“Tra mille volti di donne coperti e i miei occhi bendati il mio cuore saprebbe trovarti”.

Così diceva il bigliettino che accompagnava la riproduzione e Lei si era persa in Lui.

Lei tanto amava quell’immagine, tanto ne era turbata: Lei sapeva cosa c’era sotto il suo velo, era certa di sé stessa e di quel che diceva…

                                                                 Lei ERA!

… così come credeva di sapere anche ciò che c’era sotto l’altro velo, ma sapeva anche che il mondo è abitato da alcuni che SONO, da altri che APPAIONO, e da altri ancora che si raccontano di Essere perché non si fanno troppe domande finché non si trovano di fronte a LA prova.

Spesso chi APPARE è talmente ben mascherato da sembrare che SIA…

e così sembra finché non si forma una crepa: è lì il bivio di chi crede di ESSERE:

scegliere di non vedere la crepa e scoprire in realtà di APPARIRE, oppure, per non disconoscersi e confermare di ESSERE, pur nel timore di ciò che può vedere, pur nell’orrore di quel che può soffrire, pur nella coscienza di ciò che può accadere, guardare attraverso la crepa?

 

L’esitazione durò solo un attimo, anche se quell’attimo era durato fin troppo a lungo….

Lei sapeva chi era, Lei ERA!

… riaprì il computer e contemporaneamente rialzò gli occhi verso gli Amanti e subito dopo andò a guardare la crepa e alzò il velo, e scoprì che era solo una forma

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e Lui sparì nel nulla…

 

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disoccupazione……

30/07/2017
  

che poi in fondo uno che cosa chiede! chiede solo la possibilità di prendersi cura di sé stessi con dignità, senza dover dare fastidio agli altri, senza dover elemosinare cinque euro per ritirare le medicine per la pressione in farmacia, di poter comprare uno yogurt che senza l’intestino si blocca, di poter pagare il fitto di casa e le bollette delle utenze!

ecco cosa si chiede!

nessuna crociera atlantica, nessun lusso, nessuno svago! nemmeno un taglio di capelli o una maglietta nuova al mercato, ché tanto anche quelli sono lussi inarrivabili e alle rinunce ci hai fatto il callo da un pezzo se non da sempre…

solo ed esclusivamente l’essenziale per poter vivere senza dover bussare alla porta di nessuno!

solo l’essenziale per poter avere una vita, per poter avere uno spazio proprio, un buco proprio, dove poter decidere di sé stessi! e per poter smettere di sentirsi inadeguati, inutili….. un peso…..

….per poter guardare le proprie mani semmai spaccate ma esserne soddisfatti….

….per poter dire “mi fa male la schiena perché ho lavorato sodo”…..

….di sentire di aver “fatto qualcosa” e averla fatta bene…..

per poter avere il proprio posto nel mondo…. cazzo!

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la presenza dell’assenza……

23/07/2017
  

…..e finora ero riuscita a non scriverti…. 

…. avevo deciso di non farlo, e invece eccomi qui….

……come se poi avesse un senso….

…..tu sei sempre stata una di quelle poche persone che ho incrociato nella mia vita che a prescindere dal tempo intercorso tra un incontro e un altro tutto si ritrovava esattamente come era stato lasciato, come se non ci fosse mai interruzione, come fosse sempre un discorso aperto…..

“ma so per sempre che tu ci sei”….

…..ho sempre saputo che su te potevo contare….

ed è per questo che “rompevo” e spero di cuore di non essere stata troppo ingombrante per nessuno…..

e invece adesso non solo non c’è più il “per sempre”, non c’è più nemmeno il “per caso”….

e io non riesco a non pensarci perché non mi piace per niente questa faccenda e non riesco ad accettarla….

e quindi cerco di razionalizzare, ma….

non riesco nemmeno a pensarci!

… perché non mi piace per niente questa faccenda e non riesco ad accettarla!

me ne rendo conto ogni volta che esco, così, all’improvviso, ma caccio dalla mia mente la tua presenza come la tua non presenza perché è “inutile”…..

….. inutile…… non tu!

il pensare alla tua presenza come alla tua non presenza, questo è inutile!

 ma davvero non è colpa mia, il pensiero irrompe improvviso e proprio quando non dovrebbe, perché in questo periodo così buio mi servirebbe davvero un confronto con te, e la tua non presenza diventa ancora più presente…..

e quando mi ritrovo a parlare con te pur non volendolo, ovviamente non riesco nemmeno a darmi le tue risposte…..

posso solo ipotizzarle, ma so che non sono che il frutto delle mie riflessioni…..

perché in realtà non sapevo fino in fondo chi fossi….. 

nessuno sa di nessuno chi sia realmente…..

sappiamo solo quello che ci si vuol far sapere….

il resto è chiuso nello scrigno magico della  mente…..

che poi la mente è come un uovo di pasqua: la sorpresa a volte è piacevole, a volte inutile, a volte orribile……

ed è proprio quando scopri che è orribile che sarebbe stato meglio non si fosse mai aperto lo scrigno….

ma poi in fondo chissà quali sarebbero state le tue risposte……

il tuo scrigno per me è sempre rimasto sicuramente quasi totalmente chiuso……

ma per quel che sapevo  e credevo di sapere credo avesse buone sorprese……

o almeno così spero…..

perché sarebbe davvero una gran delusione se così non fosse….. 

e forse per questo mi manchi in modo così concreto…..

che poi anche prima in fondo non c’eri…..

eppure mi manchi adesso, prima no….

credo dipenda dall’aver sempre saputo che quando ne avevo necessità tu eri sempre pronto ad ascoltarmi e ad accogliermi, anche quando era palese il tuo dissenso o la tua distanza dai miei punti di vista, e fare i conti con la certezza che quel confronto di cui avrei davvero un gran bisogno non può proprio esserci più è dura…..

……MAI più……

per cause di “forza maggiore”……

……perché il velo nero ti ha avvolto…..

…….e avrei mille e mille domande da farti anche se so che poi non te le farei per non darti fastidio…..

e allora perché mi manchi adesso se già non c’eri prima? …..

quanto è pesantemente presente il vuoto dell’assenza…….

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CATEGORIE

18/06/2017
  

eppure il mondo dovrebbe essere diviso in categorie chiuse!….

no, no, non le solite scontate classi sociali basate sull “iosonomeglioditeperchécihopiùsoldipiùcosepiùpotereetutifottisempre”…

naaaaaa….

questi sono accorpamenti vecchi quanto il mondo….

io sto pensando a qualcosa che anche se lascia tutto lo schifo e il nonschifo esattamente come ora (vedi sopra iosonomegliodite….eccecc) e quindi chi “può” continua a potere e chi “nonpuò” continua a nonpotere….

tanto l’abbiamo capito che sta faccenda non cambierà mai…..

qualcosa che semplifichi la vita e renda vivibile anche lo schifo e faccia sentire bene…

                                        ….BENE !!!

anche chi nonpuò……

e chipuò, perché questa soluzione porterebbe vantaggi a tutti INDISCRIMINATAMENTE…..

basterebbe dividere le persone in categorie CHIUSE in modo IRREVERSIBILE basandosi sulla loro essenza….

perché diciamolo francamente: spesso il sassolino nella scarpa ce l’hanno tutti a prescindere dal chisiè e dal cosasiha:

il sassolino….

il macigno…

quello che ti grava sulla testa quando hai a che fare con qualcuno che è per te esasperante, che ti fa torcere lo stomaco ma non puoi far altro che sorridere/tacere/accogliere mentre in corpo stai urlando “ma tu ch bbuò a me? ma ch stai ricenn?” (scusate, ma certe volte , in precise occasioni, la mia napoletanità ha il sopravvento ed è difficilmente rimpiazzabile con l’italianità! cerco di tradurre  per i non napoletani: “ma tu cosa vuoi che faccia per te? forse non sei abbastanza lucido/a da comprendere l’assurdità  di ciò che affermi?”), quel sassolino, quello non lo batte nessun altro sassolino!

sto pensando a quando si ha a che fare con qualcuno che non è che non viaggia sul tuo stesso binario, ha proprio un altro mezzo di locomozione:

tu stai in treno? quello viaggia sull’aliscafo!

tu stai in aereo? e quello usa il sommergibile!

quelle persone con cui devi inevitabilmente condividere qualcosa ma proprio non ci si capisce!

e credo che il vantaggio sia per tutt’e due le parti!

e h, si, sarebbe straordinariamente facile vivere  mettendo i semplici con i semplici, i complicati con i complicati…..

gli stronzi con gli stronzi….

quanto sarebbe più facile affrontare tutto il resto se il mondo fosse diviso in categorie……

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DUBBIO: Il peso delle parole astratte

18/01/2017
  

Riflessione: secondo la grammatica italiana la differenza tra i nomi concreti e i nomi astratti sta nel fatto che i primi sono tangibili mentre i secondi no.

uhm……. ma allora, se i nomi astratti si riferiscono a cose incorporee, perché alcune di esse pesano come macigni sopra il cuore?

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E NO, PROF, STAVOLTA NON SONO D’ACCORDO!_ La vita che si ama – storie di felicità _Il libraio di Selinunte_ R. Vecchioni

13/08/2016
  

appena è uscito il nuovo libro di Vecchioni, “La vita che si ama – storie di felicità”, mi sono fiondata entusiasta in libreria per prenderlo….  

l’ho preso e l’ho messo nella busta che ho sempre in borsa per poterlo leggere in ogni istante libero di ogni posto possibile come faccio con i libri che so di amare prima ancora di averli aperti anche solo un istante…..

ho iniziato a leggerne le prime due pagine, ho sentito un tonfo al cuore e l’ho chiuso……

si, perché leggendo le prime parole ho iniziato a sentire dolore….

una fitta lancinante e poi la rabbia…..

non ho potuto far altro che rimetterlo nella busta e tenerlo sempre pronto, ma è rimasto lì per mesi e mesi……

mi sono resa conto subito che è un libro straordinario, gioioso, felice, divertente, insomma di quei libri che si leggono tutti d’un fiato, ma IO non potevo inoltrarmici perché……

perché non è importante! mi faceva sentire dolore e rabbia e questo basta……

nel preciso istante in cui ho chiuso il libro ho capito: non era SOLO il suo libro che non potevo leggere……

erano le sue interviste e le sue conferenze  che non potevo più seguire nei video di you tube…..

erano le sue canzoni che non potevo più ascoltare né cantare……

era Vecchioni in tutti i suoi canali espressivi!

non era la mia voce che mancava o le parole che non ricordavo: ogni volta che lo sentivo mi arrabbiavo…..

gli dicevo “mi hai raccontato solo frottole, sono tutte invenzioni, tutte storie, tutte balle…. blablabla…. mi hai mentito, non esiste nulla di ciò che dici e che canti!…. è tutto finto!”

e chiudevo, e andavo oltre…….

però mi mancava, perché era bello quello che diceva, era bello quello che cantava……

e certe volte mi veniva in mente il ritornello del “Libraio di Selinunte”:

mi manchi tu mi mancano le tue parole

Il libraio di Selinunte _ R. Vecchioni – caricato da Poetessadimare …..

e sapevo bene che ero IO che non potevo più aprirgli la porta del mio cuore per non sentire altro dolore….. non era LUI che me ne procurava…..

e così è andata avanti per un lunghissimo tempo, anni di silenzio…. e di vuoto……

nel frattempo ho letto un altro libro, e durante questa lettura, durata volutamente mesi perché volevo metabolizzarne ogni singola parola, mi sono trovata spesso in strade, luoghi, situazioni vissute anni addietro e le ho ri-visitate, ri-valutate, ho fatto spesso visita al mio cuore e al mio istinto ed ho contato i miei errori…..

e si, mi sono perdonata perché non è la vita che ci marcia contro, siamo noi che glielo chiediamo quando anteponiamo il mondo esterno al nostro, quando vogliamo più bene agli altri che a noi stessi……

e si, mi sono molto arrabbiata con me e più mi arrabbiavo con me meno ero arrabbiata col mondo…..

ma solo quando mi sono perdonata ho potuto riascoltare le sue parole…..

e riaprire il libro……

e riaprire il cuore…..

e quindi l’ho fatto e mi sono messa a leggere, foglio e penna alla mano per appuntare quel che più mi piace

ed ora viene il bello: dopo tutta questa attesa, apro il libro, comincio a leggere e…. non condivido!

Prof, non sono d’accordo con la tua affermazione:

La serenità è un’altra storia. E’ un’imitazione scadente, una polvere cerea, un effetto placebo che confina pericolosamente con la noia”.

Ma che dici! Non è sempre così! Dipende da chi e da quando la vive!

Se è una persona che vive nella gioia allora sì, hai perfettamente ragione, perché si accontenterebbe di uno stato ben più “scadente”…..

Ma se chi la vive è una persona che come me viene da un periodo di angoscia allora no, Prof, ti sbagli di grosso!

Durante un corso pre-parto mi chiesero di mimare la nascita di un fiore.

Io mi accovacciai per terra con le mani congiunte sopra la testa a mo’ di preghiera e cominciai pian piano ad alzarmi sentendomi venir fuori dal seme sottoterra. Una volta in piedi, fu istintivo sollevare improvvisamente le mani disgiungendole e con i palmi aperti verso l’alto: in quel preciso istante ebbi la sensazione di essermi liberata dalla terra che mi copriva e mi sentii finalmente libera e “sbocciata”….

Quegli eventi di cui sopra, che è superfluo raccontare ma che hanno sconvolto non tanto la mia vita quotidiana quanto la mia vita interiore, mi hanno fatto vivere un “momento” estremamente difficile che mi ha spinta a rifugiarmi fisicamente dentro casa rintanandomici ventiquattr’ore su ventiquattro, fatte salve le emergenze e rare eccezioni, ed emotivamente ibernando l’anima e la mente: non riuscivo più a camminare né a pedalare, non riuscivo più a pensare né a cantare….. le gambe si gonfiavano, la voce si strozzava….. i fianchi, il ventre, tutto il corpo si allargava…… ero letteralmente paralizzata in uno spazio estremamente stretto e buio e silenzioso……

questo “momento” è durato ben tre anni, forse quattro….. le ore scorrevano e poi i giorni e i mesi e gli anni…. finché un giorno ho ripensato a quel fiore che nasceva ed ho capito che era giunto il momento di farlo sbocciare di nuovo…..

DOVEVO farlo!

e non per i miei figli per i quali c’ero sempre stata malgrado me, non per mia madre che era preoccupata, lo dovevo fare per ME!

DOVEVO ri-volere bene più a me che al resto del mondo…..

con gran fatica, con gran dolore, ho affrontato i mostri che mi impedivano di muovermi…..

all’inizio mi “sentivo” stesa sotto il terreno, ma poi pian piano, con sforzi enormi, ho iniziato a raddrizzarmi e poi a sollevarmi, fino a toccare la superficie……

io volevo proprio uscire, ma non riuscivo a scuotere il terreno che mi ricopriva…..

avevo paura di farlo e rimanevo giù……

sentivo che da sola non ce l’avrei fatta, ma ero decisa a vincere……

nella mia vita ho combattuto diverse volte contro me stessa, e alla fine sono sempre riuscita a vincere…..

non potevo arrendermi…..

ero decisa a vincere io anche questa volta…..

e allora mi sono fermata, ho accettato e accolto  il mio limite con umiltà mista a grande difficoltà, perché io non so chiedere, da sempre non so chiedere niente e a nessuno, e invece ho cominciato a guardarmi intorno nonostante me e mi sono accorta che  c’erano delle mani tese verso di me che aspettavano solo di essere prese…..

qualcuna intenzionale, altre ignare di farlo, ma le ho afferrate tutte, tutte quelle che erano lì e qualcun’altra che sono andata a cercare…..

nel tempo ho dovuto abbandonarne qualcuna, a volte a malincuore, perché mi impediva, sicuramente non di proposito, di andare oltre……

una l’ho tenuta sempre stretta, non l’ho lasciata nemmeno un istante né l’abbandonerò mai, mi accompagna da sempre, da quando è iniziato il mio viaggio nella vita, l’ho trovata già lì, piccola quasi come la mia, l’ho presa quel giorno ed è sempre con me, in barba alla lontananza fisica e del tempo…..

a volte quella mano ha preso la mia per tirarmi, altre volte la mia mano l’ha presa per tirarla, molte volte si sono semplicemente prese per accompagnarsi e camminarla insieme la vita…….

tutto questo aggrapparmi ha risvegliato la forza che credevo perduta, più un’altra che non credevo di avere e mi ha fatto salire e salire e salire sempre di più, finché un giorno, all’improvviso, un senso di pace mi ha invasa, ha penetrato ogni poro della mia pelle, ho visto il sole e sentito palline di terra scivolarmi giù dalla testa:

ERO FUORI!……. ERO NATA!……. ERO LIBERA!…….

ho provato un senso di pace che non posso descrivere per  non depauperarlo e mentre lo vivevo mi sono detta esattamente queste parole “sono serena”…….

e ne ero felice…….

ecco, Prof, questa serenità qui, questa pace qui, non può essere un’imitazione scadente della felicità, ma val bene la gioia infinita di guardarmi allo specchio e riconoscere il sorriso dello sguardo che mi rimandano i miei occhi, sorriso che avevo perduto ed ho finalmente ritrovato, sorriso che mi era stato rubato da quegli eventi che non val manco la pena dire e che meno male che sono accaduti perché adesso ho ME!

e ti garantisco, Prof, ogni volta che penso “sono serena” provo una gran gioia!

chissà, forse perché so che questa serenità è il preludio della mia felicità!

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