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Napoli – notte bianca – 29/30 ottobre 2005

11/02/2014
  

 

Pino Daniele _ Napule è _ caricato da Alessandro D’Orta

metà ottobre, in provincia di Salerno, in casa di due Napoletani in trasferta, il TG3: “venite, venite, e vedréte che cosa sarà capace di fare Napoli!” diceva “La vocina”, la Prima Vocina di Napoli…..

passano i giorni, ultima decade di ottobre, in provincia di Salerno, in casa dei due Napoletani, il TG3: “venite, venite, e vedréte che cosa sarà capace di darvi Napoli!”, insisteva La Vocina, suadente come un flauto……

passano i giorni, la settimana prima, in provincia di Salerno, in casa di amici dei Napoletani:

Lei: “che dite, vogliamo andarci?”

Lui: “ma DOVE vuoi andare?!?”  

Lei “ma perché NO?”

Lui “perché siamo a Napoli, che domande!”

Lei “ma dice che sarà tutta presidiata, le metropolitane e le funicolari funzioneranno tutta la notte, un biglietto da 1€ e giri dappertutto…. e poi spettacoli e poi…”

Lui, interrompendola bruscamente, “e poi i drogati, gli scippi… ma dove credi di stare?”

Lei, ingoiando fiele, perché questo le fa male “amore, sei sempre prevenuto ed eccessivo, ecco il problema dei Napoletani: tutti quelli sfiduciati come te! ma come ci si può riprendere se non si dà un minimo di fiducia e….”

Lui “ma insomma, stavo da solo, io, quest’estate alle 11,00, quando ci illudevamo di andare per Musei (ed erano chiusi tutti: Antropologia, Paleontologia….) in Largo San Marcellino quando quel ragazzino di 15/16 anni raccolse la siringa da terra e corse via?”

Lei “bé, si, certo…..però noi possiamo restare solo al Vomero, del resto con i bambini dietro mica possiamo fare chissà che ora!”…

Lui “poi io sono! ma credi che il Vomero sia quello di quando noi avevamo 20 anni? chiedi pure a tua madre… credi di stare a Ginevra?”

Lei “ma che seccatura! sei sempre il solito!…. vabbé (rivolta all’amica) vogliamo andare io e te? qua non vuole venire nessuno!”…..

qualche giorno dopo, in provincia di Salerno, in casa dei Napoletani:

Lei, seduta al pc: “ma guarda che bello il programma! certo che è un po’ troppo “allargato” quindi si è costretti a scegliere poche cose…. e poi noi, con i bambini certo non potremmo andare a sentire Baglioni alle 3 di notte a Piazza Plebiscito, tanto meno Tony Tammaro a Pianura o Tony Esposito a Piazza Carolina… però c’è questo spettacolo di luci subacquee…. sarebbe bello anche per loro, ma poi come torniamo? ….. ma perché al Vomero non c’è che Jazz e Classica? … certo che a me piacerebbe proprio…”

Lui ” senti, tu continui a illuderti… comunque stampa ‘sto programma e ragioniamoci su, ma tieni presente che io giù in centro i vicoletti non li faccio, perché anche se qui dice che saranno presidiati io poco ci credo, e poi certo non può esserci un poliziotto ad ogni angolo, quindi scordati tutto ciò che è fuori mano”

Lei “ma allora Nino Buonocore a piazza Cavour si, l’apertura di San Gregorio Armeno si”

Lui “non lo so, poi vediamo…”

…. il giorno prima, in provincia di Salerno, gli amici dei Napoletani lasciano cadere la proposta, Lei ci rimane male: le piaceva l’idea di pavoneggiare tutto il suo orgoglio di appartenere a quella Città tante volte strattonata, straziata, denigrata, dove non è vero che ci sono solo camorristi, Lei non lo è, suo marito non lo è, tante persone che conosce non lo sono, tante persone che non conosce non lo sono…..

il magone le fa abbassare l’entusiasmo anche se Lui, nonostante tutti i dubbi, nonostante fisiologicamente allergico alla folla, è disposto a fare questo sforzo immane per Lei, perché ha compreso che per insistere tanto Lei lo desidera con tutta sé stessa

Lui “facciamo così, andiamo e vediamo che succede, se non possiamo girare vuol dire che siamo andati a trovare i nonni”

…. no, si, no si, per tutta la giornata, poi improvvisamente alle 17,30 decidono di mettersi in macchina e andare…..

alle 19,30 arrivano al Vomero: ARGH!!! IL PARCHEGGIO!!!! dopo 30 minuti l’unico posto, o meglio buco, disponibile con 300 manovre è loro…

salgono giusto un attimo dalla nonna e Lei, rivolta a sua madre: “vuoi venire con noi? non faremo tardi, vogliamo portarli giusto a Castel dell’Ovo per lo spettacolo di luci subacquee e poi rientriamo, ci muoviamo con la metro”….

arruolata anche la nonna entusiasta (l’età e gli acciacchi sono ormai quelli di una nonna, ma lo spirito resta sempre quello di una ragazzina entusiasta della vita!), distribuiti i bambini in un rapporto di 1/1 con gli adulti, ore 21 alla stazione della metro allo Stadio Collana, una corsa per acquistare i 6 “biglietto-unico-notte-bianca-che-possono-essere-conservati-come-souvenir” (così suggeriva il programma scaricato da internet) tentano di prendere non la metro, ma la fila per accedere, ma girano voci che non partirà, pare sia stata “presa d’assalto” e sia stata bloccata….

bene, si va alla funicolare centrale, il che prevede l’attraversamento del centro del Vomero : tra una fila per passare tra la gente ferma non necessariamente per propria volontà davanti agli spettacoli dell’itinerario sport/salute e teatro, e la tanto attesa “mostra degli abiti storici del San Carlo” distribuiti nelle vetrine di via Luca Giordano e via Scarlatti assolutamente non segnalati (a proposito, ma dove sono i colori distintivi dei 5 itinerari? come li individuano il volgo disinformato e quello sguarnito di programma?), senza scendere nel dettaglio dell’attraversamento di Piazzetta Augusteo e di via Roma, ovvero del raggiungimento della meta tanto agognata (al momento rappresentata da un qualunque spazio un po’ più arioso e un po’ meno gremito), finalmente la Galleria Umberto I:

i bambini non l’hanno mai vista e Lei, felice, entusiasta, emozionata, eccitata come una bambina, ne scruta ogni piccolo dettaglio: il rosone sul pavimento, la volta… i rumori di fondo…. splendida, magnifica, con la sua caratteristica “voce” che la contraddistingue da ogni altro posto, un perenne sottofondo fatto di un misto di parlata dialettale e parlare colto….

ti guardi intorno, il “plebeo” e il “raffinato” affiancati in un’unica realtà, oggi composta eccezionalmente da una fiumana incommensurabile di persone, ma generalmente non meno “variegata” seppur meno corposa , quello è proprio il suo parlare, il suo raccontare…..

in lontananza un coro canta qualcosa, riescono ad arrivare, c’è abbastanza spazio, “si respira”, non c’è calca, è un coro Gospel! straordinarie sonorità si spiegano e riempiono la Galleria! Lei cerca di passare la sua eccitazione e la sua emozione ai figli, ma anche loro sono troppo eccitati per darle ascolto: è tutto così nuovo, così sconvolgente, così straordinariamente pieno di gente, gente che passeggia compatta come fosse parte di un unico corpo composto da migliaia e migliaia di persone…..

…..si riprende il pellegrinaggio verso la meta (i fuochi) passando davanti al Maschio Angioino: le parole si fermano in gola! illuminato con fiaccole lungo tutta la facciata, è uno spettacolo mozzafiato, nonostante deturpato dal resto della piazza, da anni un vero e proprio cantiere per i lavori della metropolitana… finiranno un giorno?…….

passando per Piazza Municipio, si incrociano gli autobus con i DJ e Lei si rammarica di non avere più 20 anni: chi non parteciperebbe ad un trenino in strada, o non si perderebbe a ballare sul pullman?

e non è certo l’unica a desiderarlo, lo stesso desiderio lo si legge negli occhi di tanti “…-antenni” che li guardano sfilare…..

ore 0,30… ecco il Molo Beverello: un palco alla Stazione Marittima ospita gli Stadio che diffondono generosamente le loro voci e le loro note, e Lei non può non unirsi nel loro canto, tornando indietro nel “suo” tempo, e poi l’amara presa di coscienza: lo spettacolo che volevano vedere è al Castel dell’Ovo e proprio in quel momento….. impossibile, non ci si arriverà mai……

e  insomma, proprio quello per cui avevano affrontato tutto questo salta: i bambini non potrebbero farcela: niente mezzi pubblici, troppa folla, troppa strada….. si rientra,e alla svelta, fra un paio d’ore non si capirà più nulla, ci sarà Baglioni…. retromarche!…

dopo diverse peripezie e scorciatoie per vicoli  e vicoletti accompagnati da una folla di centinaia di migliaia di persone (spettacolo affascinante di per sé, una marea di persone che vuol solo divertirsi) che passano cercando éscamotages per rimanere uniti ai propri compagni d’avventura: chi tenendosi per mano creando file lunghissime di mani intrecciate, chi dandosi la voce, chi stabilendo a priori punti strategici per incontrarsi in caso di separazione, chi ricorrendo ai telefonini….. tutto nel tentativo sovrumano di non perdersi di vista e di raggiungere la meta!

finalmente si riesce a guadagnare la metropolitana di Piazza Dante, ma la delusione fa presto ad affacciarsi: i binari sono gremiti, sono ore che la metro non passa, e, purtroppo, un gruppetto di “gentaglia” comincia a dar sfogo verbalmente alla rabbia per il mal funzionamento della struttura….. uhm….. si mette male, cominciano a saltare i nervi a troppe persone e in Lei si fa strada il senso di colpa, soprattutto per i bambini….  spera non siano traumatizzati, già non sono abituati alla normale confusione di Napoli, oggi poi…..

presto, bisogna raggiungere la funicolare centrale ed è un bel po’ di strada…..

finalmente piazza Carità, ma…..ahia! il carretto dello zucchero filato, la sosta è d’obbligo:

la macchina è lentissima, ma ogni promessa è debito, soprattutto se fatta ad un figlio che, nonostante i suoi pochi anni, sta partecipando a questa folle “campagna”:

“signo’ sc-cusate, ma sta stanca pur’ essa, puvurella, stà appicciata d’ ‘e ttrè di oggi pomeriggio…. asc-pettate, facimmo ‘na cosa: accumenciate a piglià chesto, io mo’ ve ne faccio ‘n’ato” (trad. signora vi chiedo scusa, ma sta stanca pure lei (riferendosi alla macchina), poverina, sta funzionando dalle tre di oggi pomeriggio…. aspettate, facciamo una cosa: cominciate a prendere questo, intanto io ve ne faccio un altro)

Lei “non vi preoccupate, va bene questo” …

lo “zuccheratore” “signò, ma mi disc-piace!…uhm… facimmo accussì, si passate n’ ata vota, v’ ‘o faccio gratìs” (signora, ma mi dispiace!… uhm… facciamo così, se dopo ripassate non ve lo faccio pagare) ….

Lei lo ringrazia e lo saluta sorridendo grata che lui sia quel che è e augurandogli buon lavoro, il suo bimbo felice riesce, non si sa come, a mangiare lo zucchero filato nonostante la folla e si continua a camminare: via via che si procede verso piazzetta Augusteo per raggiungere la funicolare, ovvero in direzione del luogo del concerto di Baglioni, la situazione è sempre più statica, ormai sono le 2,30…..

ecco, ci sono quasi, si intravede LUISE, la mitica rosticceria,  devono solo girare a destra, ma è complicatissimo farlo senza far schiacciare i 2 bambini e cercando di controllare a distanza che la nonna sicuramente stanca (anche se non lo dà a vedere) e la figlia dodicenne ormai isterica affidatale siano sempre dietro e sperare che l’osteoporosi della suddetta nonna non abbia raggiunto livelli tanto drastici da poter determinare conseguenze in un suo eventuale urto eccessivo …..

e finalmente l’ultimo tratto di strada è stato percorso e si ritrovano davanti alla funicolare: scene apocalittiche, la funicolare si apre e si svuota vomitando il suo (sovrac)carico umano (che vorrebbe raggiungere probabilmente Baglioni a pochi passi di distanza, ma lontano anni luce temporali: in Lei è forte la certezza che riusciranno a malapena a raggiungere entro un’ora la Galleria di fronte, impossibile farcela per piazza Plebiscito!!!….. ad ogni modo li invidia con tutta sé stessa!!!)

intanto una buona parte di “furbi” si infila dall’uscita: ci si lamenta in più punti della fila del fatto che li lascino passare, ma delle forze dell’ordine manco l’ombra se ne vede, l’addetto dell’ATAN è UNO SOLO e la folla TANTA!!!

si chiudono le porte d’uscita e arriva la fase pericolosa, l’attraversamento del cancello con le scale: per arrivare incolumi e senza cadere ed evitare che il bambino che si tiene per mano non venga schiacciato è necessario opporre quanta più resistenza possibile alle spinte che arrivano da dietro spingendo proprio verso dietro con tutta la forza possibile, e non esiste più nessun altro, solo quel bambino che è lì….

superato il primo cancello ce ne sono altri due ed altre scale, non è finita qui….

da dietro una voce dice che una bambina è caduta e Lei cerca disperatamente con gli occhi sua figlia, è terrorizzata, ma non può tornare indietro e può solo sperare…. finalmente vede Lui, la sta chiamando, sono lì tutti, ed è evidentemente nervoso e preoccupato, perché si erano persi….

Lei lo raggiunge e gli sorride, riesce anche a fargli una carezza sul viso, è stanco, il giorno prima era stata una giornataccia ed è lì per Lei, perché sapeva quanto ci tenesse Lei….

Lei è felice, stanca ma felice, e gli è grata, e glielo dice con un semplice grazie ed un sorriso, e Lui ricambia il sorriso….. è tutto ok…..

e Lei, rilassata, continua a godersi la sua Napoli, in quella strana notte, la SUA gente, quella folla di sconosciuti con cui ha scherzato tutta la serata e la nottata e con cui continua a scambiare risate e battute e che ama incondizionatamente con tutto il suo cuore….. sono Napoletani, non si avviliscono, sanno che tanto non servirebbe a nulla e la prendono filosoficamente….. li ama per questo…..

e Lei ci si immerge con tutta sé stessa….. godendo del fatto di essere circondata da tanta gente che condivide il suo stesso destino, le sue stesse peripezie e nonostante i disagi è serena e che dopo un rapido bilancio della nottata ha un unico desiderio: rientrare a casa, prendere quella tanto attesa funicolare e continuare il “viaggio” di ritorno verso casa e……. togliere le scarpe!!!….

e si riesce anche in quest’ultima impresa: la funicolare parte,  è una corsa “mista”, ci sono due fermate intermedie, via vai di persone che vivono ciò che si sono appena lasciati alle spalle, ma loro sono dentro, il momento è “tranquillo”, e si concedono una pausa mano nella mano…..

04,30 sono al Vomero: aria fresca, si respira! ….

Lei “l’anno prossimo ci torno, ma da sola” …

il figlioletto: “no, vengo anch’io! veniamo col treno?”

Lei, sorpresa, “no, con la macchina”

il piccolo “posso sedermi davanti vicino a te?”

Lei “no, sei piccolo, stai dietro”

e rassicurata pensa, sorridendo fra sé e sé, “ma allora non è traumatizzato!!!” …..

ma ora bisogna arrivare a casa della nonna, e il figlio le dice “mamma, però sei un’imbrogliona, avevi detto che saremmo andati in metropolitana e non l’abbiamo fatto, non vale”

e scoppia una risata generale!…..

accompagnata la nonna, si rimettono in macchina e si parte verso casa…..

ore 5,30… che nottata indimenticabile!!! …..adesso ci si può mettere a dormire!!!…..

NAPOLI…..

erano altri i problemi che Lui temeva di incontrare: bande di teppisti, tentativi di scippi, atti vandalici….. i pochi disordini in metropolitana in fondo erano stati causati dalle lunghe inutili attese, dalla stanchezza……

no, i Napoletani si sono comportati in modo impeccabile, miriadi di persone unite da un unico comune obiettivo: divertirsi! certo, la promessa “metropolitane aperte tutta la notte, collegamenti assicurati…..” non è stata mantenuta, ma questa è un’altra storia……. d’altronde non era nemmeno prevista una tale affluenza……

 

oggi, a distanza di 9 anni, prima di pubblicare questo racconto scritto  9 anni fa per fermare l’emozione vissuta grazie ad un’esperienza unica, per la voglia di mostrare tutto il mio orgoglio di essere figlia di una Città straordinaria, e di avere “fratelli” fantastici, non ricordando precisamente la data di quell’evento cerco su internet, e da Wikipedia ho trovato, alla voce “notte bianca”, quanto segue:

“La notte bianca è un’iniziativa di alcune grandi città del mondo che consiste nell’organizzazione di varie iniziative culturali o di intrattenimento durante tutta una nottata. Spesso questa è accompagnata da un servizio straordinario dei mezzi pubblici, dall’apprestamento di spettacoli vari, dall’apertura prolungata di negozi e musei [.....] si ricorda in particolare la notte bianca di Napoli, svoltasi per la prima volta la notte tra il 29 e il 30 ottobre del 2005, con numerosi concerti (Claudio Baglioni, Pino Daniele, 99 Posse, Almamegretta, Stadio) e numerosi eventi teatrali e culturali che attirarono circa due milioni di persone (il doppio dei residenti della città stessa)” ……

 

due milioni di visitatori, a parte quelli che rimasero bloccati nei treni alle porte di Napoli e non poterono raggiungere la città….. e nonostante un’organizzazione non consona ad una manifestazione di questa portata …….

Napoli, la città della camorra, la città degli sfaccendati, la città della disorganizzazione…….

Napoli ha fatto storia!!!

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