Archive for 28/11/2013

scuola….. insegnanti….. alunni…. genitori…… figli…….

28/11/2013
  

sono fuori scuola di mio figlio, nel giardino, seduta su un lastrone di pietra che funge da panca….. mi trovo qui, immersa nel verde in una splendida mattinata dal clima estivo ma non torrido e ci sono anche gli uccellini che cinguettano per comunicarsi chissà cosa…..

stamattina come al solito, prima di scendere, ho sorseggiato il mio primo caffé scorrendo la bacheca di FB e mi ha incuriosita un articolo sull’interferenza della scuola nei rapporti tra genitori e figli….

non ho potuto non condividere: spesso, purtroppo, noi genitori ci lasciamo trasportare dalle attese, sbagliate, che abbiamo sui figli circa i loro risultati scolastici, dando rilievo essenzialmente al loro rendimento e permettendo, qualora sia scarso o non corrispondente alle nostre attese, di offuscare la nostra mente al punto da non vedere i successi da loro raggiunti in altri campi, le loro reali aspirazioni, i loro malesseri, le loro reali inclinazioni, i loro cambiamenti…..

permettiamo alla scuola di tendere, minare i nostri rapporti con loro, di erigere barriere, muraglie, che non ci consentono di vivere i nostri figli per quel che sono, di vivere le loro emozioni, di assaporare la magia della loro crescita, del loro trasformarsi in uomini e donne, perché c’è questo spettro onnipresente, quasi li avessimo messi al mondo esclusivamente per farli studiare, o, peggio, per farli andare a scuola….. che non è proprio la stessa cosa……

mi trovo in questo giardino perché un’insegnante ha convocato la classe intera per un problema “urgente” sul comportamento della classe da discutere….. con certa perplessità sono andata all’incontro, ma non senza mio figlio: è lui che vive la classe, io non potrei che farmi da portavoce, ma la responsabilità del comportamento assunto in classe da mio figlio è e deve essere esclusivamente sua….. io la vedo così!

mi aspettavo ovviamente di trovare un certo numero di persone convocate, ed invece nessuno, e quando mi ha vista, l’insegnante mi ha detto che io non ero tra i genitori che lei avrebbe voluto incontrare, “ma sa, signora, mica potevo dire tu no, tu si, tu no….”!!! sta di fatto che io sono qui perché convocata per problemi “urgenti” della classe…..

e sono ancora qui perché mi hanno “consigliato” di sentire anche altri docenti, visto che “sa, signora, ho sentito delle lamentele dai colleghi…. certo, ora non su suo figlio in particolare, ma è bene che parli, del resto si trova già qui….” …..

e già! mi trovo già qui…..  ma mica parlare poi è tanto facile, eh! certo, c’è sempre l’ora settimanale per i colloqui, ma bisogna prenotare, solo nell’ultima settimana del mese è possibile andare liberamente…..

ed oggi, coincidenza fortunata, siamo nell’ultima settimana…… scorro l’elenco dei docenti, ce ne sono altri tre che ricevono oggi, ma uno si dice indisponibile perché impegnato in faccende personali….. uhm….. ma non è l’ultima settimana?!?….. vabbé, non polemizziamo…..

guardo ancora l’elenco, c’è ancora un altro insegnante disponibile, ma fra due ore…. uhm…. sono a piedi e per andare a casa e poi tornare impiegherei un’oretta scarsa e non ho la macchina a disposizione nemmeno a casa…. come sempre, del resto….

uhm….. stamattina non ho nemmeno rifatto il letto, ma fa nulla, decido di aspettare, al pranzo si può sempre rimediare e il resto può aspettare….i miei figli hanno SEMPRE la priorità su tutto….

accidenti, ho sempre con me il libro che sto leggendo, ma non oggi, non entrava in borsa, però ho un giornale di enigmistica, vedo la panca e decido di restare in giardino ad aspettare che si faccia l’ora di ricevimento….. ma non mi riesce di far più che uno schema, mi annoio, e poi la mia attenzione è rivolta alle voci che arrivano dall’istituto….

e comincio a riflettere: mi trovo nel giardino di un liceo, quindi una scuola “SCELTA” dai ragazzi, che in teoria dovrebbero essere più che scolarizzati, e invece resto perplessa, non tanto per il vociare continuo che proviene praticamente da tutte le aule che affacciano su questo lato, quanto piuttosto dagli urli di un’insegnante:

“e no! la dovete smettere!!! io sto spiegando e voi mi dovete ascoltare, dovete stare attenti!”

ma il vociare continua imperterrito…..

e allora sorrido, con amarezza, e ripenso a quell’articolo…..

ma siamo proprio sicuri che siano i ragazzi a non essere interessati alla scuola? non mi sembra che il metodo dell’insegnante per richiamare l’attenzione dei suoi alunni sia accattivante, e, a dire il vero, nemmeno efficace, considerata l’indifferenza del ragazzi, e qualcosa mi dice che nemmeno le sue spiegazioni debbano essere poi così interessanti da ascoltare, altrimenti i ragazzi non si lascerebbero distrarre ma affascinare……

forse (?) è troppo facile decretare che i ragazzi non seguono ed è altrettanto facile convocare un genitore perché dica a suo figlio di non distrarsi…….  

certo, ora non sto qui a dire che tutti i ragazzi siano innocenti, né a colpevolizzare tutti i docenti, ma a chiedere che ogni tanto ci si faccia qualche domanda, con un pizzico di autocritica si, questo lo chiedo, con coscienza e con forza!!!

ahi ahi ahi, ragazzo mio, e pensare che non eri ancora in età scolare e già avevi imparato a scrivere e a leggere da solo, tanto era forte in te la voglia di imparare, e che in seconda elementare ti bevesti letteralmente tutta l’enciclopedia di geografia della Disney…..

e pensare che, con l’esperienza pregressa di tua sorella, man mano che si avvicinava il momento la tua gioia ed il tuo entusiasmo di iniziare la scuola cozzavano con la mia rabbia silente al solo pensiero che ti avrebbero “contaminato”…..

e così è stato……

……. uhm….. piccola dimenticanza: sono stata seduta nel giardino della scuola con la mia enigmistica in mano per un paio d’ore e in queste due ore sono entrate ed uscite diverse auto e diverse persone a piedi, ma nessuno, dico NESSUNO, mi ha chiesto chi fossi e cosa ci facessi lì…..

quasi quasi da domani mattina vado a rilassarmi lì finché il tempo regge…..

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Sul Prof…..

26/11/2013
  

Ho conosciuto il dolore_R. Vecchioni_ caricato da Maurizio D’Antonio

 

sono stata alla presentazione dell’ultimo CD di Roberto Vecchioni, “Io non appartengo più”, alla Feltrinelli di Piazza dei Martiri a Napoli….

inutile dire del piacere di ascoltare le parole del Prof, l’emozione di vederlo concentrato mentre ascoltava il suo splendido brano (ho conosciuto il dolore), momento che mi affascina sempre, è come se ogni volta stesse lì a controllare che tutto fila, che è tutto a posto, almeno a me è questa la sensazione che arriva….

tanta gente, tantissimi ragazzi (uno degli interventi di un ragazzo è stato così acuto e profondo che l’amica che mi ha accompagnata e che sedeva vicino a lui è stata talmente sorpresa da dirgli sottovoce “ti posso adottare?” ahahahaha), scatti, volti ormai familiari, il piacere di conoscere e salutare “dal vivo” Olga Romani :-)  , una passeggiata a Napoli in compagnia di una carissima amica e la “soddisfazione” ;-) di sentirle dire: “mi è piaciuto, è stato interessante…” (cosa che io sapevo sarebbe successa, ma lei non immaginava), il piacevolissimo incontro con un amico napoletano che non vedevo da un bel pezzo :-) ….. 

una considerazione: c’è stato un uomo che ha fatto un intervento insolito: ha esordito dicendo “io non farò nessuna domanda”, il che ha destato una certa ilarità, ma poi ha spiegato il perché:

cosa chiedi ad una persona che ascolti di continuo e che, senza che glielo si chieda, ti dice tutto quello che vuoi sapere attraverso i suoi versi?

ed io condivido la sua posizione: cosa chiedi?

perché ha scritto così e non colì?

quale episodio ha risvegliato in lui quel preciso brano?

a chi pensava mentre…?……

uhm…..

e che importanza può avere?

questo è quello che ho sempre pensato anch’io:

vado lì, lo conosco, gli stringo la mano, mi faccio autografare il cd (o il libro) e…..

e che cosa?

cosa posso dirgli o chiedergli di così profondo in quella manciata di secondi da poter oltrepassare tutto ciò che evoca in me leggere i suoi testi o ascoltare la sua potenza espressiva, quella che evoca le emozioni più disparate facendole schizzare dal cuore e saltellare per tutta la pelle?

nulla!!!

non c’è nulla che io possa chiedere o dire, c’è solo il fascino di ascoltarlo mentre parla e si dona permettendo di riprendere il filo di quel contatto immaginario che si stabilisce ogni volta che lo si ascolta e solo apparentemente si interrompe alla conclusione di ogni incontro, che sia dal vivo, che sia via internet, che sia attraverso un cd, perché ti lascia dentro mal che vada la voglia di andare a cercare informazioni su quel preciso personaggio, su quel preciso quadro e ti fa allargare gli orizzonti, o, come è successo a me, ti dà la forza di scavare in te alla ricerca di quelle risorse che spesso abbiamo seppellito e che ci servono per affrontare la vita in tutte le sue manifestazioni…..

e allora taccio….

davanti a lui io taccio e apprendo…..

e grazie, Prof!

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Come fai _ R. Vecchioni

18/11/2013
  

Come fai _ R. Vecchioni _ caricato da ucmilla

sto “studiando” l’ultimo CD di Vecchioni e mi perdo letteralmente in questo brano …..

è decisamente una dichiarazione d’amore….

dolce, appassionata, spassionata….

mi piace pensare (ma non lo so per certo) che l’abbia scritta pensando alla moglie……. probabile……

se è così, deve amarla davvero tanto….. 

una dichiarazione pura, semplice, di un amore infinito, tenero, irrinunciabile…..

e penso all’<età> di questa coppia…..

anche i Miei sono stati una coppia VERA…..

condividevano davvero tutto……

ecchebello!!!

ed io che pensavo che non esistessero che mamma e papà innamorati così, fino all’ultimo istante, fino alla “viola d’inverno”, oltre la “viola d’inverno”, tanto è difficile incontrarne di coppie così…..

ascolto ripetutamente questo brano ed ogni volta mi emoziono di nuovo nell’immaginare questa coppia…..

improvvisamente, però, mi intristisco…..

come fai……

mi intristisco perché penso che c’è anche un altro “come fai”…….

eh già…..

come fai……..

come fai,

dopo che hai tanto amato…..

come fai,

dopo che sei stato tanto amato…..

appassionatamente,

incondizionatamente,

teneramente….

come fai,

quando la sua mano non prende più la tua ogni volta che camminate…….

come fai,

quando i suoi occhi non si perdono più nei tuoi……

come fai,

quando il suo sguardo non cerca più il tuo nei momenti più difficili…….

o in quelli più belli…..

come fai,

quando non stringi più la sua testa sul tuo seno…..

come fai,

quando non basta più uno sguardo per rincuorarsi a vicenda…..

come fai,

quando ti circonda il vuoto lasciato dal suo non esserci anche se sta seduto proprio affianco a te….

come fai,

quando non puoi più rifugiarti nel tepore delle sue braccia……

come fai,

quando ti senti soffocare e lui non è più lì, quasi l’unico spiraglio per prendere ossigeno……

come fai a respirare,

come fai a vivere…….

come fai…….

già…..

impari….

e semplicemente

non “fai”…….

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lettera ad un amico: sul sorriso……

11/11/2013
  

“perché chi fa yoga è sempre tanto serio? Se fai la faccia seria spaventi l’energia buona. per meditare devi solo sorridere. sorridi con la faccia, sorridi con la mente, e l’energia buona verrà da te e laverà via l’energia sporca. sorridi anche con fegato… non troppa fretta, non troppo sforzo. se tu troppo seria diventi malata. puoi chiamare energia buona con sorriso”
(mangia, prega, ama_ E. Gilbert)

sto leggendo questo libro, e questo brano mi ha fatto riflettere…..

riflettere sulla capacità di sorridere….

non appartiene a tutti…..

molti, troppi sono seri, troppo seri…..

certo, oggi diventa sempre più complicato sorridere, sempre più difficile staccare la mente e continuare a farlo, soprattutto quando si sta tra le quattro mura di casa, soli coi propri pensieri, nei momenti in cui nessun estraneo ci obbliga ad essere, a fare, a dire, ad apparire……

perché lo mando a te? perché tu sei un Uomo sorridente, gioviale, che ama la vita!….

e spero che lo rimanga sempre, che non ti faccia mai prendere da questo vortice di negatività a prescindere dalla stanchezza, a prescindere dalla vita stessa…..

io se penso a te penso ai tuoi sorrisi, ai tuoi occhi sorridenti e mi fa bene pensare a persone che sorridono ….

mi fa sorridere! ;)

io spero di cuore che tua moglie goda sempre dei tuoi sorrisi, che non glieli faccia mai mancare, primo perché lei se li merita e poi perché non c’è cosa più dolorosa, per una donna, che non vedere mai il sorriso del proprio uomo e semmai sapere che per gli altri ce n’è a profusione…….

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Neanche se piangi in cinese – R. Vecchioni

04/11/2013
  

Neanche se piangi in cinese – R. Vecchioni – caricato da hesse0f

ecco!

finalmente l’ho compreso questo testo!

non mi piaceva considerarlo uno di quelli che io chiamo “gli scherzi di Vecchioni”, sentivo che c’era qualcosa di più consistente dietro, e finalmente l’ho capito!

l’ho capito nel momento in cui mi sono trovata di fronte all’ipotesi di dare ANCHE quell’unica cosa che era rimasta solo mia, mia e di nessun altro, ma che sarà sempre solo MIA, qualcosa che nessuno sarà mai in grado di togliermi a meno di non impazzire per lasciare che accada……

mai la cederei a nessuno, mai, per nessuna ragione, nemmeno…… se dovessi sentir piangere in cinese!!!

perché?

perché ci sono sfere così intime che noi stessi, per visitarle, dobbiamo entrarci in punta di piedi……

di cosa si tratta?

shhhhhhhhhh!!!!!!!!!

mistero!!! ;)

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