Archive for the ‘Lo sfizio di fantasticare’ Category

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18/06/2017
  

eppure il mondo dovrebbe essere diviso in categorie chiuse!….

no, no, non le solite scontate classi sociali basate sull “iosonomeglioditeperchécihopiùsoldipiùcosepiùpotereetutifottisempre”…

naaaaaa….

questi sono accorpamenti vecchi quanto il mondo….

io sto pensando a qualcosa che anche se lascia tutto lo schifo e il nonschifo esattamente come ora (vedi sopra iosonomegliodite….eccecc) e quindi chi “può” continua a potere e chi “nonpuò” continua a nonpotere….

tanto l’abbiamo capito che sta faccenda non cambierà mai…..

qualcosa che semplifichi la vita e renda vivibile anche lo schifo e faccia sentire bene…

                                        ….BENE !!!

anche chi nonpuò……

e chipuò, perché questa soluzione porterebbe vantaggi a tutti INDISCRIMINATAMENTE…..

basterebbe dividere le persone in categorie CHIUSE in modo IRREVERSIBILE basandosi sulla loro essenza….

perché diciamolo francamente: spesso il sassolino nella scarpa ce l’hanno tutti a prescindere dal chisiè e dal cosasiha:

il sassolino….

il macigno…

quello che ti grava sulla testa quando hai a che fare con qualcuno che è per te esasperante, che ti fa torcere lo stomaco ma non puoi far altro che sorridere/tacere/accogliere mentre in corpo stai urlando “ma tu ch bbuò a me? ma ch stai ricenn?” (scusate, ma certe volte , in precise occasioni, la mia napoletanità ha il sopravvento ed è difficilmente rimpiazzabile con l’italianità! cerco di tradurre  per i non napoletani: “ma tu cosa vuoi che faccia per te? forse non sei abbastanza lucido/a da comprendere l’assurdità  di ciò che affermi?”), quel sassolino, quello non lo batte nessun altro sassolino!

sto pensando a quando si ha a che fare con qualcuno che non è che non viaggia sul tuo stesso binario, ha proprio un altro mezzo di locomozione:

tu stai in treno? quello viaggia sull’aliscafo!

tu stai in aereo? e quello usa il sommergibile!

quelle persone con cui devi inevitabilmente condividere qualcosa ma proprio non ci si capisce!

e credo che il vantaggio sia per tutt’e due le parti!

e h, si, sarebbe straordinariamente facile vivere  mettendo i semplici con i semplici, i complicati con i complicati…..

gli stronzi con gli stronzi….

quanto sarebbe più facile affrontare tutto il resto se il mondo fosse diviso in categorie……

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LEI….LUI….. SCAPPARE, PERDERSI, FUGGIRE…….. Non lasciarmi andare via – R. Vecchioni

03/02/2014
  

PREAMBOLO:

……Lei……

…..Lei è una donna, una donna che non ha età, non è bellissima e non è bruttissima, non è alta e non è bassa, non è magra e non è grassa, non è dolce e non è aspra, non è spudorata e non è pudica, non è arcigna e non è affabile, non è sposata e non è nubile……

………Lei è una donna che “non è”, semplicemente perché può essere me o non me, quello che avrei voluto essere o quello che non ho mai voluto essere, o quello che avevo immaginato di essere prima di conoscermi…… un’amica reale o un’amica immaginata….

………Lei è semplicemente Lei…… con tutto ciò che implica essere Lei…….

…….Lui…….

….. Lui è un uomo, un uomo che non ha età, non è alto e non è basso, non è magro e non è grasso, non è aitante e non è gracile, non è violento e non è dolce, non è insolente e non è discreto, non è galante e non è villano, non è intrigante e non è insulso, non è sposato e non è celibe……

…..Lui è un uomo che “non è”, semplicemente perché può essere il “mio Lui” o il “non mio Lui”, un amico reale o un amico immaginato, quello che avevo immaginato che fosse, quello che non avrei mai voluto incontrare o quello che avrei voluto incontrare……

……Lui è semplicemente Lui…… con tutto ciò che implica essere Lui…..

…..Lei e Lui sono semplicemente emozioni che affiorano, emozioni immaginate o vissute, desiderate o rinnegate…..

…….semplicemente emozioni………

Non lasciarmi andare via – R. Vecchioni – caricato da universalmusicitalia

… … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … …

LEI: “ma se io dovessi un giorno scappare, mi rincorreresti? verresti a cercarmi? verresti a riprendermi?”…….LUI:  ”certo che verrei a riprenderti, anzi, non ti farei proprio scappare, ti fermerei prima!”…….

e venne il giorno in cui LEI scappò, ma non con le gambe…..

…….già, non con le gambe, perché sono tanti i modi di scappare! ….

….e LEI ne percorse tanti….

per prima cosa scappò con le parole, quelle parole che tanto lo irritavano, ma mentre scappava aspettava, SPERAVA,  che LUI se ne accorgesse e che l’andasse a riprendere….

……ma LUI, che poco sopportava le parole, forse perché si sentì meno oppresso, non si affacciò nemmeno per vedere dove LEI fosse, se ci fosse ancora, e a tratti, ogni volta che LEI si voltava non vista a guardarlo, sembrava addirittura risollevato ……

…..e LEI, addolorata, ma di certo non sorpresa, non si fermò, e scappò con le braccia…..

ma mentre non lo stringeva più sul suo cuore si voltava sperando di vederlo apparire, pur sapendo che l’attesa era vana…..e infatti LUI non arrivò…..

e LEI non si fermò, continuò ad andare…..

……a volte, non vista, tornava indietro per accarezzargli il viso, sfiorargli le labbra con un bacio, disegnare il profilo del suo volto con un dito mentre dormiva, sperando di farsi sognare, e LUI mai si scostava……d’altro canto Lui pensava, credeva, era convinto, che LEI stesse sempre lì….. che motivo c’era di andarla a cercare?…..

…..e ogni volta che riprendeva la sua strada LEI non sentiva, non avvertiva i suoi passi alle sue spalle…..

……allora pensò che forse doveva un po’ rallentare , trovò una panchina, prese un foglio ed una penna ed iniziò a scrivere, ed ogni volta che completava un foglio lo piegava con amore, si alzava dalla panchina cercava il masso o la roccia più bella e più evidente e vi riponeva sotto il foglio, ma non lo celava, perché LUI potesse trovarlo e leggervi tutto il suo amore…… poi cercava un’altra panchina e ricominciava a scrivere per poi cercare un’altra roccia, un altro masso….. e così andò avanti per giorni e giorni e mesi e mesi…..

……quasi un anno era passato dal primo foglio…… dal primo masso…..

…..LEI si era accorta che man mano che passavano i giorni, i mesi, i suoi passi erano sempre più pesanti, ma non erano le sue gambe a dolere, piuttosto era come se avesse qualcosa dentro che la faceva rallentare, ma non per aspettare LUI…..  di LUI non avvertiva proprio più la presenza…. eppure LEI era anche tornata più e più volte indietro per capire dove si fosse fermato…..

…. un giorno lo vide trastullarsi con sillabe volanti che non erano sue, che aveva trovato lungo la strada….  

…. e proprio in quel momento aveva capito cos’era che la tratteneva, che la faceva rallentare, che bloccava i suoi passi: era il suo cuore diventato pesante!

scoprì infatti che nel suo cuore si era conficcata una scheggia di terra ogni volta che si era fermata ad alzare le rocce e i massi per “nascondere” i suoi fogli….. se e quando LUI li avesse raccolti le schegge sarebbero cadute dal suo cuore, perché i loro occhi si sarebbero intrecciati anche senza guardarsi e avrebbero dato vita a quella luce saettante che solo due cuori uniti possono creare e che non conosce ostacoli…….

ma LUI non si era fermato a raccogliere nulla, anzi non aveva proprio mai cercato, forse si era distratto, e chissà se un giorno si sarebbe accorto della sua assenza…..

e il suo cuore si era appesantito al punto da renderle difficile, quasi impossibile camminare……

……allora LEI smise di scrivere fogli, di fermare fogli, per non farsi più fermare, per poter continuare ad andare, per trovare un modo diverso per liberarsi di tutte quelle schegge che avevano generato un macigno dentro il suo cuore…….

……”ma se io dovessi un giorno scappare mi verresti a cercare?” ripeteva il suo cuore fra un sorriso amaro ed una lacrima salata mentre LEI continuava a camminare cercando le parole per chiedere a LUI “ma ti sei accorto che sono scappata?”……… 

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àglio! àglio!

12/01/2014
  

àglio! àglio!

se fossi un asino, doloroso sarebbe il mio raglio…..

àglio! àglio!

ho commesso uno sbaglio, persa dentro un abbaglio…..

àglio! àglio!

e sono allo sbaraglio……

àglio! àglio!

e ora che faccio, muoio e mi impaglio?!?…..

àglio! àglio!

ma no, forse è meglio che me la squaglio……

àglio! àglio!

non respiro, mi serve un boccaglio……

àglio! àglio!

ma le mie gambe son molli come il caglio…..

àglio! àglio!

no, no, no!!! poi impronte sparpaglio!!!

àglio! àglio!

ho trovato, vedo uno spiraglio e a quello mi attanaglio…..

àglio! àglio!

mi serve un maglio, lì davanti mi staglio e in testa glielo scaglio….

uno spazio mi ritaglio, da lì fuggo e l’errore taglio….

 àglio! àglio!

ecco, son fuori, e adesso?

 

àglio! àglio!

 e il mio raglio?

àglio! àglio! ?!?

ho perso il mio raglio: non sento più àglio! àglio! !!!

uhm……….. perfetto! approfitto e quel che per domani voglio sul cuore mi intaglio!!!

…. e addio àglio! àglio! !!!

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Lei…… Lui ….. Destini…….

09/01/2014
  

…….Lei……

…..Lei è una donna, una donna che non ha età, non è bellissima e non è bruttissima, non è alta e non è bassa, non è magra e non è grassa, non è dolce e non è aspra, non è spudorata e non è pudica, non è arcigna e non è affabile, non è sposata e non è nubile……

………Lei è una donna che “non è”, semplicemente perché può essere me o non me, quello che avrei voluto essere o quello che non ho mai voluto essere, o quello che avevo immaginato di essere prima di conoscermi…… un’amica reale o un’amica immaginata….

………Lei è semplicemente Lei…… con tutto ciò che implica essere Lei…….

 

…….Lui…….

….. Lui è un uomo, un uomo che non ha età, non è alto e non è basso, non è magro e  non è grasso, non è aitante e non è gracile, non è violento e non è dolce, non è insolente e non è discreto, non è galante e non è villano, non è intrigante e non è insulso, non è sposato e non è celibe……

…..Lui è un uomo che “non è”, semplicemente perché può essere il “mio Lui” o il “non mio Lui”, un amico reale o un amico immaginato, quello che avevo immaginato che fosse,  quello che non avrei mai voluto incontrare o quello che avrei voluto incontrare……

……Lui è semplicemente Lui…… con tutto ciò che implica essere Lui…..

 

…..Lei e Lui sono semplicemente emozioni che affiorano, emozioni immaginate o vissute, desiderate o rinnegate…..

…….semplicemente emozioni……

La descrizione di un attimo – Tiromancino – caricato da fragolfra·

….DESTINI…….

…..quella mattina Lei sapeva che lo avrebbe incontrato e cercò di costringersi a non pensarci, ma un turbinio di ricordi le attraversava la mente e le disordinava i pensieri, e ad ogni passo le si affacciava alla memoria un’immagine che la riportava al passato…..

…..e più si avvicinava il momento più Lei si chiedeva cosa avrebbe provato….. e più si chiedeva cosa sarebbe successo, più il cuore le batteva forte…..

….d’un tratto lo vide: Lui era lì, e Lei  scoprì “cosa avrebbe provato”: fu colta da una paura improvvisa, una tale paura da desiderare di essere ovunque tranne lì,  e gli passò rapidamente alle spalle per non farsi notare…….

poi, improvvisamente si rese conto che non ci sarebbe stata mai più un’altra occasione, si aggrappò a tutto il coraggio residuo e si fermò di proposito sulla porta del locale dandogli le spalle, si, ma sperando di essere vista….. e chiedendosi Lui cosa avrebbe fatto……  

……iniziò a chiedere inutili informazioni all’uomo che stava sulla soglia….. poi, sempre parlando con il commesso, ma con tutti i suoi sensi rivolti a ciò che succedeva alle sue spalle, lo seguì nel locale e vi rimase giusto il tempo di ritrovare le forze per affrontare quegli occhi…….

……pochi istanti dopo era di nuovo fuori, sapendo che sarebbe dovuta passare per forza davanti a Lui, era inevitabile, e sperando che le gambe non cedessero all’emozione…..

….e infatti Lui era proprio lì: la sua figura si stagliava prepotente davanti a Lei, esattamente come lo ricordava,  e Lei non riuscì più ad assecondare la sua ferrea volontà di restare almeno apparentemente indifferente ed iniziò ad accarezzarlo dolcemente con lo sguardo fin quasi a sfiorarlo aspettando l’attimo in cui si sarebbe voltato e l’avrebbe vista……

……proprio in quel momento però Lui abbassò gli occhi, quegli splendidi profondissimi occhi in cui tante volte si era persa fino allo smarrimento, fino a sentirsi venir meno, e non li incrociò con i suoi……

……triste, delusa, turbata, distolse immediatamente lo sguardo e proseguì frettolosamente la sua strada continuando a pensare al passato, a quante volte quegli occhi erano stati prodighi di dolci parole non dette, calde carezze e appassionati baci non dati…..

…..man mano che si allontanava il cuore riprendeva il suo battito normale, finché all’improvviso lo rivide inaspettatamente passare proprio davanti alla fermata dell’autobus che stava aspettando, alla guida della sua auto, ed il cuore ebbe un nuovo tonfo, e le gambe si bloccarono di nuovo e non fu più capace di fare un solo movimento……..

…..e lo guardò mentre ignaro di tutto si allontanava per sempre dalla sua vita…..

….e continuò a guardare in quella direzione finché arrivò il suo autobus e salì…..

……e tornò alla realtà, ma continuò la sua giornata pensando nostalgicamente a Lui e che chissà, un giorno, forse, i loro occhi si sarebbero fusi in un rinnovato impeto di desiderio ma carichi di rammarico per non aver mai assecondato la loro bramosia……

…..e  che chissà, un giorno, forse, le sue labbra avrebbero sfiorato le sue…….

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PUFF!!!

18/12/2013
  

quella mattina Lei era oberata di lavoro e frastornata dal rumore dei macchinari che andavano a tutta forza; era la prima settimana di dicembre, e Natale era alle porte: tutto doveva essere pronto al momento giusto, non si poteva perder tempo.

tutt’intorno un andirivieni di persone indaffarate che quasi non la vedevano, impegnati com’erano anch’essi ciascuno nelle proprie attività.

Lei, altrettanto incurante della presenza degli altri, continuava velocemente a svolgere la sua mansione cercando di distrarsi dalla penetrante, insistente, fastidiosa mescolanza di odori dolciastri che invadeva gli ambienti e ristagnava nell’aria e che le stimolava una nausea crescente: presi uno ad uno quegli odori erano decisamente gradevoli, ma quella mattina era davvero troppo…

intanto il liquido giallognolo appiccicoso le sporcava inevitabilmente le mani ed aumentava rapidamente di volume, apportando un sempre crescente contributo di odore e le dita erano ormai sporche di rosso, un rosso aranciato talvolta sbiadito che non era uno dei suoi colori preferiti…

intanto le passavano vorticosamente davanti agli occhi le forme più disparate: fiocchi di neve rincorsi da astronavi, frecce seguite da stelle cadenti, triangoli, rombi, facciate di case, reticolati e sbarre…..

tutto si susseguiva con una velocità straordinaria, e la mente correva inseguendo gli oggetti che le sue dita creavano, portandola in un mondo fantastico, surreale, e non c’era più nessuno, non c’era più quell’odore nauseabondo ed il rumore di fondo era ormai un’eco appena percepito…

era talmente concentrata che non le sembrava nemmeno più di star lì e da non accorgersi del sopraggiungere del capo finché il suo vocione non ruppe l’incantesimo: “MA INSOMMA!!! TI SBRIGHI O NO CON QUEL CENTINAIO DI UOVA DA APRIRE?”…..

in un istante vide scoppiare come una bolla di sapone tutto quel mondo fantastico: il rumore tornò rumore, la miscela di odori si riappropriò delle sue narici e i gusci rotti che fino ad allora erano stati i “mattoni” delle sue creazioni tornarono ad occupare tutti gli spazi del cartone che era stata la tavolozza delle sue fantasie….

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