Archive for 12/07/2015

RUOLI

12/07/2015
  

per quanto vecchia possa essere, una ruota motrice non diventerà mai una ruota di scorta!

(orlypi)

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“curnuto e mazziato”, ovvero oltre al danno la beffa

10/07/2015
  

ultimamente mi capita frequentemente di essere coinvolta in veri e propri sfoghi di mie coetanee……

…..sarà la fascia d’età, sarà la stanchezza accumulata nel tempo, sarà lo scontro con la realtà, il dover accettare che le favole sono favole e basta…….

…….è una voce quasi corale, caratterizzata sostanzialmente da amarezza, disillusione, delusione…….

……..è triste…….

……..”e poi ti accorgi, o meglio ti confessi, che hai sempre fatto sì che le sue magagne non venissero alla luce……. e ti chiedi perché…….”

…….. ecco cosa mi ha detto qualche giorno fa un’amica……..

…… e poi si è fermata a pensare…….

……. all’improvviso mi ha chiesto “ma secondo te, perché si “copre” una persona che si ama? anche quando si è subito un torto……. anche mentre si è coscienti di subirlo?”…….

e francamente non ho saputo cosa risponderle…….

…… le ho detto “non lo so” e sono rimasta zitta, ferma lì ad aspettare che continuasse a parlare…… o a tacere…………..

…….sperando di riuscire ad esserle utile se non altro con la mia presenza……. per  consolarla……. ….. per farle almeno sentire la mia solidarietà……. il mio affetto…….

 dopo esserci separate, la sua domanda continuava ad occupare tutti gli spazi liberi della mia mente e così non ho potuto fare a meno di soffermarmici su un bel po’ ………

“perché si copre una persona anche quando si subisce un torto?”

bé, ci ho pensato e ripensato, e alla fine  non sono riuscita a rispondermi, anzi, ho aumentato i miei dubbi: mentre chi commette il torto resta immacolato agli occhi degli altri, in qualche modo in quei casi, in quei momenti, chi subisce  e col suo “coprire” si assume tutto il peso di quegli errori  diventa automaticamente il “rigido”, quello che non vuole andare incontro, il “duro”…….

come se invece di averli subiti quei torti li avesse commessi …….

il senso di colpa, la coscienza dell’errore, talvolta la vergogna……. il pudore……

…….tutte queste emozioni ricadono su di lui, diventano sue……

e si tende a non dire, a nascondere, a non raccontare il dolore vissuto in quei momenti…….

tutto l’amaro resta dentro perché non si vuole che gli altri  ”sappiano” …….

ma sappiano COSA? che l’altro non è poi così amabile? che l’altro ha qualcosa dentro così  nascosto da poter essere visto solo da chi lo conosce per davvero?

o in realtà non si vuole ammettere di aver commesso un grossolano errore di valutazione quando lo si è scelto?….. di avere sbagliato? e di conseguenza, pur di non ammettere il proprio fallimento, si preferisce, almeno agli occhi degli altri, fingere che vada tutto bene? …..

……..insomma, si vuol difendere sé stessi o l’altro? qual è il motore di questa scelta?

perché di fatto, agli occhi degli altri,  mentre chi subisce e tace assumendosi la responsabilità dell’evidente distanza, di quell’aura pesante e tesa che grava, risulta l’elemento che crea il contrasto,  l’altra persona, la vera responsabile, resta immacolata e in qualche modo appare la “vittima” …….

resta “pulita”…….

in fondo si capottano i ruoli…..

a Napoli diremmo di quella persona che è “curnuto e mazziato” (traduzione per i non Napoletani: cornuto è colui che viene tradito; mazziato significa picchiato, probabilmente dall’amante della moglie… quindi non solo tradito, ma anche picchiato, da cui “oltre al danno la beffa”)

…….e il dolore raddoppia perché a quello iniziale si aggiunge quello causato dagli sguardi indagatori e dal disappunto di chi non può comprendere non perché non voglia, ma perché non può farlo…..

e non può farlo semplicemente perché non sa, non conosce i fatti…….

i fatti quelli veri, quelli completi……

quelli che sono successi come sono successi e raccontati senza pudore…….. perché gli altri capiscano……

ma perché poi diventa così importante essere accolti dagli altri?

e perché gli altri non riescono ad accogliere il dolore a meno che non gli si racconti tutta la storia?

che bello sarebbe percepire e concedere la solidarietà sine conditio (senza condizioni)…….

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SORELLE/SPECCHIO

10/07/2015
  

…….ci sono oggetti che riempiono le nostre case e cui siamo talmente abituati da non riuscire più a cogliere il loro fascino, la loro “magia”…….

sono lì, li usiamo quel tanto che ci servono e li riponiamo, senza riflettere, senza pensare quanto sarebbe più complicata la nostra quotidianità se non esistessero……..

potrei fare migliaia di esempi, ma oggi mi sono ritrovata a riflettere sullo specchio, oggetto comune quanto speciale……

già, perché lo specchio ci parla: a prescindere dall’uso che ne facciamo, dal controllare lo stato del trucco, all’evitare di tagliarsi mentre ci si fa la barba, allo scovare quel malefico pelo che esce sistematicamente ogni settimana sempre allo stesso posto, al verificare come cade il nostro vestito prima di mostrarci al mondo esterno a noi, e per qualsiasi altro motivo, alla fin fine quel che facciamo ogni volta che ci mettiamo davanti a lui è aspettare le risposte alle nostre domande…….

proprio come faceva la matrigna di Biancaneve……. 

 la-regina-di-biancaneve-allo-specchio

l’unica differenza è che il suo specchio parlava chiaramente, mentre noi dobbiamo intuire e trovare dentro di noi le sue risposte……..

e sono sicura che ciascuno di noi ha il proprio specchio preferito……

il mio è quello dell’ascensore: lui mi dice nei dettagli tutto ciò che voglio sapere del mio volto…… se sono stanca, se sono felice, se ho pianto…….. se si vede che ho dormito poco o se quel paio d’ore di sonno sono riuscite a restituirmi un viso riposato….. quante rughe nuove ha il mio viso…… quanto dolore o quanta gioia ho nell’anima……

e chissà, forse è un bene che non l’abbia sempre a portata di occhi!…… già, un bene perché certe volte evito bene di indugiare lì davanti proprio perché non voglio che confermi quel che già so……. 

……”specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?” ……..

“la più bella del reame è Biancaneve!”…….  

…….una  risposta invisa ti piove addosso prima o poi…….  

ed è quello il momento in cui  romperesti lo specchio!!!…….

e non è da fare, perché lo specchio  può essere anche di un altro tipo: quello umano…….

lo “specchio umano” non è il primo che incontri, ma è quella persona che sa tutto di te, fin nei minimi dettagli, anche di quelle cose e di quegli episodi vissuti o immaginati che cerchi di non ricordare nemmeno a te stessa perché non ti piacciono, perché ti hanno ferita, perché in quei momenti hai ferito…..  

perché sono talmente intimi da non essere raccontati facilmente….. non a tutti…….

perché soprattutto quando si raccontano i propri errori non è facile guardare negli occhi un’altra persona e scoprire nel suo sguardo non l’approvazione o la disapprovazione, quello è ininfluente, ma ciò che tu stessa pensi di te, di quell’episodio, di quella storia…….

come non è facile raccontare fin nei minimi dettagli tutto il proprio dolore, né tutto il proprio rancore, perché lo specchio umano ti legge l’anima a prescindere da quel che gli racconti…….

e ti risponde anche ciò che non vuoi sentire………

e ti invita a smettere di mentire a te stessa……..

e questo specchio è molto poco comune …. e molto molto prezioso…….

ed io che ce l’ho da sempre so bene quanto sia prezioso……

ed è per questo che credo di essere terribilmente fortunata……… 

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