Archive for 27/04/2024

QUEST’ANNO HO FATTO LA CASSATA…….

27/04/2024

quest’anno ho fatto la cassata….

ero seduta al tuo posto, intenta ad annotare tutto quanto serviva per fare le pastiere quando ti ho vista giocare con la frutta candita……

sceglievi le forme ed i colori che ti sembravano giusti, li collocavi……

ti fermavi, osservavi il risultato……

riprendevi a decorare, e alla fine ammiravi compiaciuta la tua opera d’arte…….

ti si sovrapponeva un’altra te, crema alla ricotta e bagna alla strega….

ne ho sentito l’odore pur non avendola in casa da anni….

e ho pensato che nonostante tutti i nostri giochi insieme, mai l’avevamo fatto questo della cassata…..

né io da sola l’avevo mai fatto,

e quindi  d’impulso, quasi obbligata, ho deciso, quest’anno cassata….

e per prima cosa ho comprato la strega……

ho giocato…..

ho imparato cose nuove…..

mi sono impasticciata….

mi sono stancata….

ma mi sono divertita, e pure molto, anche se alla fine la cassata era tale solo di sapore, ché era uguale, ma d’aspetto no, la si vedeva solo se la si voleva vedere, ed è nata la S-Cassata, che ha sostituito a tavola la Cassata…..

mi fermo a pensare……

la strega…..

ma a te piaceva la strega? …..

a lui si, a lui piaceva la strega, e a te piaceva la strega…..

che poi la cassata è pure avanzata ed è finita affettata e congelata, e poi dimenticata…..

l’altro giorno per caso ho visto le fette, e l’idea dell’odore della strega mi ha pervaso la mente ed un vero e proprio raptus mi ha presa e tutte insieme le ho divorate….

e alla fine mi son detta, ma che ho fatto? a me manco piace tanto, eppure ho DOVUTO farlo quasi a volerla cancellare……

perché? …..

perché……

c’è sempre un perché, anche se a volte pur conoscendolo si fa fatica a dirselo….

e la domanda rimane sospesa nell’aria…….

anche se un soffio più in là c’è la risposta che cerca……

dolce o brut?….

“DOLCE” rispondi convinta, eppure finché lui era qui sceglievi brut, come lui, anche tu…..

e se te lo faccio notare neghi, mai lo hai voluto brut, sempre dolce per te……

sprovveduta…….

così ero stata per te…….

sprovveduta a dar carta bianca su tutto…….

senza mai contrastare……

senza mai contraddire….

senza farsi valere…..

e tante e tante volte l’hai detto, convinta e aggressiva, giudice dei miei errori…….

e hai smesso solo dopo che per fermarti, per stroncare i tuoi attacchi ti ho fatto notare, altrettanto aggressiva, che ciò che ci distingueva come spesso accade era solo una questione di culo …..

che tu avevi avuto…..

io no……

e finalmente confesso a me stessa che a nulla son valse le lotte, le discussioni, le ribellioni….

l’avvocato paglietta di fatto le ha vinte tutte le cause, anche quella della S-Cassata…..

che tutte quelle ragionate scelte che credevo di aver fatto nel corso degli anni nell’illusorio tentativo di essere altro, di approdare in un luogo diverso, di non ricalcare il tuo fare, di fatto mi avevano resa soltanto una brutta copia di te…..

e da quel giorno, da che ho cancellato tutte le fette di S-Cassata, spesso mi ritrovo a farmi una domanda che no, la risposta non la riesce a trovare:

oggi che ho capito……

oggi che appartengo solo a me……

e che tu non ci sei più….

oggi che lui è altrove da me…..

oggi che mi sento libera di essere me…..

oggi che sicuramente sono molto più ME……

oggi che sono una ME ferita, smorzata, recisa…..

stanca…..

sfiancata…..

oggi che potrei diventare davvero ME……

oggi che però non posso né voglio assecondare tutte le richieste che vorrebbe farmi ME…

oggi che però non posso né voglio appagare tutti i bisogni di ME…..

oggi che però non ho più la forza per sostenere ME nelle sconfitte, e soprattutto nelle disillusioni…..

oggi che vorrei e potrei finalmente essere ME……

mi chiedo che senso avrebbe assecondare me nella lotta con me per far crescere di nuovo me per   diventare finalmente ME…….

Share

VOGLIO UNA SPUGNA NEL CUORE!

11/04/2024

quando partorisci “espelli”…..

espelli?

brutta questa parola rispetto alla situazione ma di fatto è quello che avviene: qualcosa esce dal tuo corpo  e tu gli dai tutto l’aiuto possibile perché succeda, sai che deve proprio uscire, non può stare  più lì, e alla fine non fa più parte di te, quindi “espelli”……

espelli?

io dico di no!…..

io dico che ti sembra che sia successo, ne vivi le conseguenze, il coinvolgimento emotivo e fisico, la gioia, l’ansia, l’incertezza, l’entusiasmo, la paura…..

la paura di non essere all’altezza, la paura di non farcela, la paura che stia male, la paura che si faccia male…..

la paura…..

poi però ti rendi conto che ce la puoi fare e ce la fai davvero e anche se non ce n’è più solo uno, e quindi il tutto aumenta in modo direttamente proporzionale, la paura che si faccia male passa se non altro perché succede talmente tante volte che in sala gessi e al pronto soccorso dove mettono farfalline e punti di sutura ti riconoscono dal passo, e la paura che stia male pure, perché tra bronchiti e attacchi d’asma e sospette appendiciti capisci che non ci puoi aggiungere anche il tuo……

e quindi vai avanti per la tua strada, procedi allegramente in modo quasi spensierato e impari a concentrarti sulla straordinarietà del dono che ti è stato concesso, quello di vederla spuntare la vita e accompagnarla in ogni suo passo, e a tratti ti si accavallano immagini di scarpine ai ferri e stivali numero 46, muffole che si contrappongono a guanti da moto, figurine di Barbie a trousse pluriaccessoriate……..

e vai avanti così finché….. 

finché…

finché non comprendi che potrebbe succedere davvero, che potrebbe farsi male davvero, che potrebbe star male davvero…..

e all’improvviso ti rendi conto che quel malessere che serpeggia nel tuo cuore dipende da  uno strano meccanismo che si è innescato non sai bene né come né quando: ogni sua ferita ha tracciato una cicatrice profonda sul tuo cuore, ogni suo dolore ha tracciato una cicatrice profonda sul tuo cuore…….

e ti accorgi che queste cicatrici sono talmente tante che il tuo cuore dovrebbe essere ridotto a brandelli!

e scopri che le ferite hanno iniziato a lasciare tracce sin dal giorno in cui hai partorito…..

e allora io dico che non è vero!

quando hai partorito non solo non hai espulso tutto, ma dev’essere rimasto un frammento che, piantatosi nel tuo cuore, ogni volta che lui/lei soffre soffre di riflesso, ed è proprio quell’infinitesimo frammento che continua a scalfire il tuo cuore, perché io ti sento dentro, io vi sento dentro, ogni volta, ma mentre allora, quando eravate piccoli, riuscivo a medicare ogni taglietto come ogni solco, oggi non posso far altro che sentire e partecipare la sofferenza…..

ma allora che senso ha,  a cosa serve questo meccanismo?

a nulla!

sarebbe stato più coerente impiantare di default una sorta di spugna, capace di attrarre a sé almeno il cinquanta per cento delle sofferenze e delle conseguenze fisiche e mentali di quel che vive un figlio…..

per alleggerirlo quel figlio……

per salvarlo tuo figlio……

quello sì che sarebbe stato utile all’umanità, per preservare le generazioni successive, altro che questo sistema balordo che serve solo a lacerare l’anima materna e le rende inutili e impotenti spettatrici ……

Share

RILEGGEVO ALCUNE BOZZE E HO DECISO: RICOMINCIO DA QUI: CLICK!

10/04/2024

certo che è strano…..

non riuscire più in quello che si ama, accantonarlo per un tempo indefinito, lungo, troppo lungo…..

essere cosciente della voragine creata da quel trascurare una parte essenziale di me semplicemente perché non si trova la forza, la voglia, il coraggio di scavare in sé stessi…….

o forse più probabilmente per aver peccato dell’arroganza di essere riuscita ad uscirne evitando di parlare con quella parte di me che mi impedisce di uscirne davvero dal buio……

eppure un lumino in questo momento c’è, e per quanto  possa essere infinitamente piccolo rispetto al mio buio, ha una potenza che genera una luce quasi divina per tutto il tempo che la vivo…..

ma poi, quando quella porta si chiude e se ne apre un’altra ecco che la luce si spegne e torna il grigio…..

e per non vederlo, per non ammettere la sua costante presenza in me e intorno a me, per non ammettere di esserci immersa con ogni cellula del mio corpo e della mia anima, perdersi nell’attività più inutile e più alienante che potessi scegliere, un fare che non produce nulla, che non dà spazio ai pensieri, che non genera vita, che semplicemente permette al tempo di trascorrere col solo scopo di  potersi perdere di nuovo nella potenza del suo sorriso, del suo stupore, della sua vitalità, e nutrirsi della sua gioia di essere……

ed eccomi a vivere come fossi due persone, due persone che si muovono in parallelo e in contrapposizione, due persone che hanno in comune solo l’aspetto esteriore, ed essere cosciente che il tempo che è loro destinato non è lo stesso, e che ahimé quella che resisterà più a lungo è la più grigia…….

“è tempo di colorarla quella parte di me, è tempo di iniziare a prendersi cura di quella parte addolorata, ferita, smorzata, cui è stato strappato lo slancio vitale che consente all’anima di crescere e sorridere a prescindere dagli anni che scorrono….. è tempo di riaccenderli quegli occhi cui è stato rubato il sorriso pur nella coscienza che quello sguardo non sarà mai più lo stesso perché l’assenza è costantemente presente”

sono anni che mi dico queste parole…..

sono anni che varcata la porta d’ingresso le mie giornate si sprecano tutte in un inutile “impegno”….. 

fosse un’opera di restauro non sarei più precisa e attenta a non tralasciare alcun dettaglio…….

sono anni che adduco le scuse più improbabili per giustificare me stessa……

è come quando uno decide di dimagrire e poi si compra un bustone di patatine pur sapendo che saranno proprio quelle patatine a vanificare tutti gli sforzi fatti per perdere un chilo…….

pur sapendo che quel chilo perso è una conquista impagabile……

e allora oggi ho deciso di cambiare un po’ il corso della giornata, ma non è stato facile…..

ho messo il pc sul tavolo ma senza accenderlo e mi sono immersa nella solita perdita di tempo…..

però il pc era lì, e ogni tanto lo sguardo finiva su di lui…..

ho ingaggiato una sorta di lotta con lui, e poi ha vinto lui, nonostante spesso io mi dica, citando una frase di una nota serie televisiva, “VINCO IO! SEMPRE!”

e invece oggi ha vinto lui, per fortuna mia, aggiungo…..

ha vinto lui, l’ho acceso, ho aperto la bacheca, la pagina vuota per un nuovo post, ho inserito il codice di formattazione e poi più nulla…..

per giorni ho “scritto in mente” non so quante pagine, sui pensieri più diversi e più improbabili, immaginando di pubblicare almeno un post al giorno…..

pensavo di essere pronta, e invece niente, il nulla, non sapevo più cosa scrivere, ma soprattutto non sapevo più cosa avevo pensato nei giorni scorsi….

stavo per richiudere tutto e poi ho visto nell’elenco numerose bozze…..

tutti tentativi falliti di ricominciare che si sono succeduti in tutto questo tempo…..

e forse perché non ho voluto arrendermi anche stavolta, o forse perché sono napoletana, ho scopiazzato Massimo Troisi, solo che lui ricominciò da tre, io invece ricomincio da qui, da un post datato 2020 in cui mi sono riconosciuta nonostante il tempo trascorso, perché il grigio, QUEL grigio, IL MIO grigio, è ancora tutto qui, tutti i giorni, e lascia spazio alla luce per troppe poche ore………

e  dunque  eccolo qui:

 

CLICK!

e poi click!…..

click, su un interruttore che un dito improvvisamente spegne e crea il buio….

anzi no, non crea buio, crea grigio…..

pensavo di averlo superato quel grigio, di averlo a volte sbiancato, a volte scurito, e invece no, mi sono bastati pochi giorni ripiegata su di me, senza l’uomo dalle parole strane…… 

brutta sorpresa davvero, però almeno ne ho preso atto e adesso che lo so non posso certo nascondermelo….

è ancora tutto grigio…..

ed è come non ci fosse motivo di colorarlo diversamente…..

è un malessere che arriva in punta di piedi, senza far rumore, subdolo come i traditori, che serpeggiano nei tuoi dintorni e all’improvviso sferrano un attacco che peggiore non l’avresti mai immaginato, e ti sorprendono……

eh si, ti sorprendono perché le sorprese non sono solo belle, le sorprese sono a volte amare….. e dolorose…..

però oggi, grazie all’uomo dalle parole strane, me ne accorgo del suo strisciare inesorabile verso di me, anche se quando me ne rendo conto è sempre tardi, non riesco a ricacciarlo subito indietro e a schiacciarlo come meriterebbe una serpe velenosa….

si impadronisce di me….

mi scaraventa in un profondo stato di impotenza cui segue l’inerzia e devo sforzarmi, devo combattere non poco per riuscire a risalire quel tunnel nebbioso e tornare a galla…..

eccerto, la cosa più semplice sarebbe tornare ad ascoltare le parole strane, ma mi sto prendendo questo tempo  per capire dove sta la falla, cosa devo aggiustare prima di andare avanti, per andare oltre….

oltre il grigio…..

e quindi persevero in questa sosta da quell’uomo…..

anche se so già che quanto prima ricomincerò ad ascoltarle quelle parole strane…..

mi manca….

mi manca aprire il balcone e vedere quella montagna, accarezzarne con lo sguardo le curve, penetrarle al punto da immaginare di sentire sotto la mia mano la sua superficie di velluto…..

immaginare di percorrere quel sentiero…..

mi soffoca quello che vedo qui, da questo balcone quasi inesistente…..

mi mancano le mie piante eppure sono ad un passo da me…..

mi manca il sole quando risveglia le montagne e ne esalta i contorni…..

mi mancano i canti degli uccelli che svolazzano liberi tra gli alberi….

mi manca la luce…..

qui è sempre buio…..

mi mancano le voci e i gesti gelosamente custoditi dalle pareti di casa…..

mi mancano i bambini che ci sono passati, i ragazzi che ci sono cresciuti, gli adulti che ci hanno riso e che anche se non più presenti continuano ad essere sempre lì …..

io che ci ho pianto…..

io che ci ho amato…..

mi manca l’aria di casa, la familiarità degli odori, dei suoni, dei colori….

mi manca …..

qui è tutto estraneo per quanto conosciuto e amato da sempre…..

perché qui c’è comunque amore ma non è il mio…..

è come essere estranea in un mondo che comunque mi appartiene da sempre…..

ma non mi ci riconosco…..

mi manca……..

ma soprattutto    mi manchi tu…….

Share