La funzione dell’Arte

  

c’era una volta un bambino che si chiamava Luca che sognava mostri e per fermarli li disegnava…

crescendo cercò un nuovo modo di fermare i suoi mostri ed imparò a dargli forma per poterli toccare e passando per le sue mani il macero di carta si trasformava, si modellava e dava vita alle sue Creature, generalmente maschere, tutte uniche, tutte spettacolari, tutte mostruosamente, sentitamente “sue” .

I “mostri” sono, per loro stessa definizione, creature spaventevoli.

ecco come ce li presenta la Treccani nella prima definizione:

“móstro2 (ant. mònstro) s. m. [lat. monstrum «prodigio, portento», dal tema di monere «avvisare, ammonire»]. – 1. a. Essere che si presenta con caratteristiche estranee al consueto ordine naturale e come tale induce stupore e paura; è per lo più formato di membra e di parti eterogenee, appartenenti a generi e specie differenti, con aspetto deforme e dimensioni anormali. Nella storia della cultura questi esseri di forme non naturali costituiscono una creazione tipica della mente umana, ora assunti come reali e caricati di significati complessi (soprattutto d’ordine religioso e morale, ma anche fisico), ora presi come simboli di realtà altrimenti non rappresentabili né esprimibili. Largamente presente nelle antiche mitologie, e nelle tradizioni religiose e popolari, il mostro può occupare tanto la sfera del divino o del bene, del positivo, quanto quella del suo opposto, e cioè del diabolico, del male, del negativo: per sua natura si colloca sempre fuori dell’umano e del corso ordinario degli eventi, incarna una realtà sfuggente e spesso ambigua, a volte occupa gli spazî ai confini del mondo conosciuto, si ritrova nei simboli onirici. Rientrano nel mondo dei mostri tanto forme umanoidi (uomini con due teste o due corpi, con gli occhi sul petto, ecc.), quanto animali (il grifo, la chimera) o forme miste (piante zoomorfe, cinocefali, centauri, sfinge, ecc.), e anche forme più complesse. Nelle tradizioni dotte, antiche e medievali, i mostri – la cui realtà non è discussa – sono studiati nei significati della loro natura, in quanto simboli di realtà e insegnamenti d’ordine spirituale, segni di cambiamenti imminenti, prefigurazione di eventi futuri.”

I mostri, dunque, sono sì creature spaventevoli, ma principalmente perché talmente abnormi da sconvolgere all’impatto al punto da farci ammutolire, farci sentire piccoli, impotenti, fino ad averne paura, perché troppo al di là della comprensione immediata, ma ciascuno di essi ha sicuramente una propria funzione da compiere, è lì per qualcosa, per qualcuno…. e sicuramente non sempre per far paura . le maschere, inoltre, hanno il potere di trasfigurare chi le indossa, e, ovviamente, di modificare la reazione di chi ne incrocia il cammino.

anche le maschere/mostri di Luca hanno una loro funzione: ti ci poni davanti ad osservarle e non riesci a decidere su quale fermare lo sguardo perché sono tante, perché sono affascinanti, e gli occhi vagano per imprimerle tutte nella memoria

 

creature

 

finché non scorgi proprio quella su cui istintivamente ti blocchi: è come un richiamo, è come una magia: non puoi che volere quella, proprio quella e non un’altra, lo sai, lo senti, e non puoi negare a te stesso l’attrazione che ha verso te anche se non ne conosci il perché, e chissà, forse un giorno lo scoprirai…. a me è successo proprio così: era quello il mio mostro, mi serviva averlo per potermici specchiare e in lui vedere i mostri che albergavano dentro di me e che dovevo cacciare… lui, con la sua postura, con la sua espressione, mi ha mostrato come…

 

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una di queste sue creature un giorno ha avuto inaspettatamente una funzione speciale: far cambiare radicalmente un ragazzo!

alla sua vista un gruppo di giovani “mostri per destino di vita” fu spinto a martoriarla, sfregiarla, deturparla, per  poi abbandonarla; quasi subito per fortuna fu recuperata da uno di quei piccoli demoni che, attratto da lei come da una calamita, cercò di ridarle un equilibrio nell’aspetto e la preservò da ulteriori violenze e, quasi fosse una creatura animata, le si affezionò.

così è stato fino al giorno in cui ha scoperto di essere di fronte al suo creatore ed ha sentito che doveva raccontare e restituire, pur con dolore, cosciente del vuoto incolmabile che avrebbe determinato la separazione e non sapendo che si trovava di fronte ad un Uomo che, commosso fino alle lacrime non tanto per il recupero della maschera quanto per il coraggio della sua confessione e del suo gesto, gli  promise un gemello del mostro da cui si stava separando, come premio per la sua crescita interiore

ed io credo che questo nuovo mostro, questo SUO mostro, saprà anche ricordargli che ciò che fai ti viene restituito esattamente allo stesso modo in cui lo fai

 

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