E NO, PROF, STAVOLTA NON SONO D’ACCORDO!_ La vita che si ama – storie di felicità _Il libraio di Selinunte_ R. Vecchioni

  

appena è uscito il nuovo libro di Vecchioni, “La vita che si ama – storie di felicità”, mi sono fiondata entusiasta in libreria per prenderlo….  

l’ho preso e l’ho messo nella busta che ho sempre in borsa per poterlo leggere in ogni istante libero di ogni posto possibile come faccio con i libri che so di amare prima ancora di averli aperti anche solo un istante…..

ho iniziato a leggerne le prime due pagine, ho sentito un tonfo al cuore e l’ho chiuso……

si, perché leggendo le prime parole ho iniziato a sentire dolore….

una fitta lancinante e poi la rabbia…..

non ho potuto far altro che rimetterlo nella busta e tenerlo sempre pronto, ma è rimasto lì per mesi e mesi……

mi sono resa conto subito che è un libro straordinario, gioioso, felice, divertente, insomma di quei libri che si leggono tutti d’un fiato, ma IO non potevo inoltrarmici perché……

perché non è importante! mi faceva sentire dolore e rabbia e questo basta……

nel preciso istante in cui ho chiuso il libro ho capito: non era SOLO il suo libro che non potevo leggere……

erano le sue interviste e le sue conferenze  che non potevo più seguire nei video di you tube…..

erano le sue canzoni che non potevo più ascoltare né cantare……

era Vecchioni in tutti i suoi canali espressivi!

non era la mia voce che mancava o le parole che non ricordavo: ogni volta che lo sentivo mi arrabbiavo…..

gli dicevo “mi hai raccontato solo frottole, sono tutte invenzioni, tutte storie, tutte balle…. blablabla…. mi hai mentito, non esiste nulla di ciò che dici e che canti!…. è tutto finto!”

e chiudevo, e andavo oltre…….

però mi mancava, perché era bello quello che diceva, era bello quello che cantava……

e certe volte mi veniva in mente il ritornello del “Libraio di Selinunte”:

mi manchi tu mi mancano le tue parole

Il libraio di Selinunte _ R. Vecchioni – caricato da Poetessadimare …..

e sapevo bene che ero IO che non potevo più aprirgli la porta del mio cuore per non sentire altro dolore….. non era LUI che me ne procurava…..

e così è andata avanti per un lunghissimo tempo, anni di silenzio…. e di vuoto……

nel frattempo ho letto un altro libro, e durante questa lettura, durata volutamente mesi perché volevo metabolizzarne ogni singola parola, mi sono trovata spesso in strade, luoghi, situazioni vissute anni addietro e le ho ri-visitate, ri-valutate, ho fatto spesso visita al mio cuore e al mio istinto ed ho contato i miei errori…..

e si, mi sono perdonata perché non è la vita che ci marcia contro, siamo noi che glielo chiediamo quando anteponiamo il mondo esterno al nostro, quando vogliamo più bene agli altri che a noi stessi……

e si, mi sono molto arrabbiata con me e più mi arrabbiavo con me meno ero arrabbiata col mondo…..

ma solo quando mi sono perdonata ho potuto riascoltare le sue parole…..

e riaprire il libro……

e riaprire il cuore…..

e quindi l’ho fatto e mi sono messa a leggere, foglio e penna alla mano per appuntare quel che più mi piace

ed ora viene il bello: dopo tutta questa attesa, apro il libro, comincio a leggere e…. non condivido!

Prof, non sono d’accordo con la tua affermazione:

La serenità è un’altra storia. E’ un’imitazione scadente, una polvere cerea, un effetto placebo che confina pericolosamente con la noia”.

Ma che dici! Non è sempre così! Dipende da chi e da quando la vive!

Se è una persona che vive nella gioia allora sì, hai perfettamente ragione, perché si accontenterebbe di uno stato ben più “scadente”…..

Ma se chi la vive è una persona che come me viene da un periodo di angoscia allora no, Prof, ti sbagli di grosso!

Durante un corso pre-parto mi chiesero di mimare la nascita di un fiore.

Io mi accovacciai per terra con le mani congiunte sopra la testa a mo’ di preghiera e cominciai pian piano ad alzarmi sentendomi venir fuori dal seme sottoterra. Una volta in piedi, fu istintivo sollevare improvvisamente le mani disgiungendole e con i palmi aperti verso l’alto: in quel preciso istante ebbi la sensazione di essermi liberata dalla terra che mi copriva e mi sentii finalmente libera e “sbocciata”….

Quegli eventi di cui sopra, che è superfluo raccontare ma che hanno sconvolto non tanto la mia vita quotidiana quanto la mia vita interiore, mi hanno fatto vivere un “momento” estremamente difficile che mi ha spinta a rifugiarmi fisicamente dentro casa rintanandomici ventiquattr’ore su ventiquattro, fatte salve le emergenze e rare eccezioni, ed emotivamente ibernando l’anima e la mente: non riuscivo più a camminare né a pedalare, non riuscivo più a pensare né a cantare….. le gambe si gonfiavano, la voce si strozzava….. i fianchi, il ventre, tutto il corpo si allargava…… ero letteralmente paralizzata in uno spazio estremamente stretto e buio e silenzioso……

questo “momento” è durato ben tre anni, forse quattro….. le ore scorrevano e poi i giorni e i mesi e gli anni…. finché un giorno ho ripensato a quel fiore che nasceva ed ho capito che era giunto il momento di farlo sbocciare di nuovo…..

DOVEVO farlo!

e non per i miei figli per i quali c’ero sempre stata malgrado me, non per mia madre che era preoccupata, lo dovevo fare per ME!

DOVEVO ri-volere bene più a me che al resto del mondo…..

con gran fatica, con gran dolore, ho affrontato i mostri che mi impedivano di muovermi…..

all’inizio mi “sentivo” stesa sotto il terreno, ma poi pian piano, con sforzi enormi, ho iniziato a raddrizzarmi e poi a sollevarmi, fino a toccare la superficie……

io volevo proprio uscire, ma non riuscivo a scuotere il terreno che mi ricopriva…..

avevo paura di farlo e rimanevo giù……

sentivo che da sola non ce l’avrei fatta, ma ero decisa a vincere……

nella mia vita ho combattuto diverse volte contro me stessa, e alla fine sono sempre riuscita a vincere…..

non potevo arrendermi…..

ero decisa a vincere io anche questa volta…..

e allora mi sono fermata, ho accettato e accolto  il mio limite con umiltà mista a grande difficoltà, perché io non so chiedere, da sempre non so chiedere niente e a nessuno, e invece ho cominciato a guardarmi intorno nonostante me e mi sono accorta che  c’erano delle mani tese verso di me che aspettavano solo di essere prese…..

qualcuna intenzionale, altre ignare di farlo, ma le ho afferrate tutte, tutte quelle che erano lì e qualcun’altra che sono andata a cercare…..

nel tempo ho dovuto abbandonarne qualcuna, a volte a malincuore, perché mi impediva, sicuramente non di proposito, di andare oltre……

una l’ho tenuta sempre stretta, non l’ho lasciata nemmeno un istante né l’abbandonerò mai, mi accompagna da sempre, da quando è iniziato il mio viaggio nella vita, l’ho trovata già lì, piccola quasi come la mia, l’ho presa quel giorno ed è sempre con me, in barba alla lontananza fisica e del tempo…..

a volte quella mano ha preso la mia per tirarmi, altre volte la mia mano l’ha presa per tirarla, molte volte si sono semplicemente prese per accompagnarsi e camminarla insieme la vita…….

tutto questo aggrapparmi ha risvegliato la forza che credevo perduta, più un’altra che non credevo di avere e mi ha fatto salire e salire e salire sempre di più, finché un giorno, all’improvviso, un senso di pace mi ha invasa, ha penetrato ogni poro della mia pelle, ho visto il sole e sentito palline di terra scivolarmi giù dalla testa:

ERO FUORI!……. ERO NATA!……. ERO LIBERA!…….

ho provato un senso di pace che non posso descrivere per  non depauperarlo e mentre lo vivevo mi sono detta esattamente queste parole “sono serena”…….

e ne ero felice…….

ecco, Prof, questa serenità qui, questa pace qui, non può essere un’imitazione scadente della felicità, ma val bene la gioia infinita di guardarmi allo specchio e riconoscere il sorriso dello sguardo che mi rimandano i miei occhi, sorriso che avevo perduto ed ho finalmente ritrovato, sorriso che mi era stato rubato da quegli eventi che non val manco la pena dire e che meno male che sono accaduti perché adesso ho ME!

e ti garantisco, Prof, ogni volta che penso “sono serena” provo una gran gioia!

chissà, forse perché so che questa serenità è il preludio della mia felicità!

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